Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Se Fenucci è qui da quattro anni, un motivo ci sarà

Se Fenucci è qui da quattro anni, un motivo ci sarà

A più di quattro anni dall’inizio dell’era nordamericana, stupisce ancora che non si sia fatta chiarezza sulla natura del passaggio di consegne tra Joey Saputo e Joe Tacopina, un’opacità  – coperta da segreto e patto di non divulgazione – che ancor oggi non consente di pesare nella giusta misura le responsabilità dell’uno e dell’altro, senza considerare che dietro la parola difficilmente agguantabile di chairman si stivano aspettative e speranze che poco o nulla c’entrano con questa carica. A farne le spese, più di tutti, sembra sia l’amministratore delegato Claudio Fenucci, che in quanto delegato, appunto, si attira più colpe di quante effettivamente gli possano essere imputate.
Chi scrive crede che qualsiasi livello nell’organigramma, dal magazziniere al top manager, sia sempre meno responsabile del diretto proprietario. Il quale, nella fattispecie, se ha avuto quattro anni e mezzo per valutare il licenziamento dell’amministratore delegato senza mai cadere nella tentazione di farlo, forse avrà avuto i suoi buoni motivi. Bisognerebbe però che Saputo ce li spiegasse, anziché lasciare in balia delle critiche  – e delle croci, e dei cori e degli striscioni minatori – l’unico che ha in mano il timone da quattro anni e mezzo, e che giustamente rivendica gli innegabili progressi strutturali del club, perché è per quelli, soprattutto, che viene pagato. Se Saputo fosse meno presidente-cometa e diventasse anche meno misterioso nel conferire fiducia effettiva, non solo teorica, ai suoi più diretti esecutori, forse l’ambiente ne guadagnerebbe in stabilità.

© Riproduzione Riservata