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Sembra non esserci via d'uscita

Sembra non esserci via d’uscita

La convinzione che il Bologna fosse peggiorato rispetto alla passata stagione me l’ero già fatta nel corso del mercato, ma è anche vero che sputare sentenze definitive dopo una sola partita è affrettato, spero con tutto il cuore di sbagliarmi. Lo spettacolo a cui ho assistito ieri sera mi è però rimasto negli occhi, e con esso è scattato in me un campanello d’allarme piuttosto rumoroso. Raramente, dopo aver visto una partita dei rossoblù, ne ho ricavato una così brutta sensazione. Mancano qualità e imprevedibilità, manca un giocatore capace di saltare l’uomo (Palacio ha 36 anni e poco più di un tempo nelle gambe), in assenza di Pulgar manca pure qualcuno che calci i piazzati come si deve (e un malinconico pensiero a Verdi è inevitabile…), insomma, mancano tante cose. O, cercando di essere meno catastrofisti, contro la Spal sono mancate tante cose. E per fortuna è rimasto Destro, a mio avviso l’unico attaccante in organico con il gol nel DNA, pur con tutti i difetti che si porta dietro.
Ora ha poco senso tirare fuori la gestione Donadoni, perché se arriviamo da tre anni di legnate la colpa non è certo di Inzaghi, certo però l’amarezza assaporata ieri ha ricordato da vicino quelle del recente passato. Erano più di cinquant’anni che la Spal non espugnava il Dall’Ara in Serie A. Ma fosse solo la Spal il problema… Casa nostra ormai è casa di tutti, lo zerbino davanti all’ingresso dello stadio recita ‘Welcome’. E che dire dei singoli? Prendiamo ad esempio «che ci frega di Ronaldo…». La delusione Santander è stata grande. Eppure ‘El Ropero’ me lo avevano descritto come un buon giocatore, uno che ha segnato anche in Champions League, uno in grado di fare la differenza. Dopo averlo visto all’opera mi verrebbe subito da definirlo inadatto al nostro campionato, ma preferisco fermarmi e sospendere il giudizio, perché a non funzionare è stata tutta la manovra (quale manovra?).
Le mani nei capelli ancora non me le metto perché alla fine mancano 37 partite, ma è chiaro se il Bologna fosse davvero questo difficilmente riuscirebbe a salvarsi. Se perdi in casa contro una diretta concorrente, peraltro non proprio irresistibile, con chi li fai i punti? Lo ammetto, nonostante i dubbi sulla rosa costruita in estate non avrei mai pensato di riprendere da dove si era chiuso lo scorso campionato, e invece lo sconforto continua a regnare sovrano sotto le Due Torri. Nonostante un patron potente e danaroso, nonostante un nuovo tecnico che stava riuscendo a rinvigorire la fiammella dell’entusiasmo, nonostante una curva tra le più calorose e affezionate d’Italia: sembra quasi non esserci una via d’uscita. Cambiano i dirigenti, passano gli allenatori e i giocatori, ma noi bolognesi quando potremo cominciare a gioire?

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Foto: Getty Images