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Sinisa non lo spezzi e non lo pieghi neppure

Sinisa non lo spezzi e non lo pieghi neppure

«Sono un po’ incazzato, questo sì». È l’unica parolaccia che si concede nei 22 minuti di conferenza stampa che ha convocato per informare in prima persona sulle sue condizioni di salute e per invitare tutti alla prevenzione, perché certi avversari prima li conosci e inizi a lottarci contro, e prima hai la possibilità di vincere. Incazzato, già. Come si può esserlo – chessò – perché perdi la coincidenza del treno, perché la tipa che volevi portare fuori a cena ti dà buca o perché hai messo troppo sale nel sugo delle lasagne. Solo che lui deve combattere contro la leucemia acuta, e già questo serve per mettere ordine su quelle che sono le cose importanti della vita. Ha pianto, certo, ma le sue «non sono lacrime di paura». Termine che nel vocabolario di Sinisa non esiste: né sotto la lettera ‘p’, né in nessun’altra delle sue accezioni.
Sono invece ben presenti parole come altruismo (in quanti avrebbero avuto il pensiero di non limitarsi ad annunciare la malattia, ma di abbinarci un messaggio fondamentale come quello della prevenzione? Sottolineare e prendere nota, please…), forza, coraggio, rispetto, determinazione. E, assolutamente, amore. Lo si capisce chiaro e tondo dalle migliaia di messaggi che oggi sui social sono arrivati all’indirizzo del tecnico rossoblù da parte di tifosi di tutti i colori sportivi. Tutti a ricordare quanto fosse un combattente in campo, tutti certi che lo sarà anche ora in questa battaglia. L’ennesima, peraltro, di una vita che per stessa ammissione di Sinisa, non gli ha risparmiato nulla. E vuoi tirarti indietro proprio ora? Insomma, uno con il suo carisma non lo spezzi e probabilmente non lo pieghi neppure. Del resto, quando qualche mese fa le figlie erano all’Isola dei Famosi, nel suo videomessaggio disse loro: «Dite sempre quello che pensate e tirate fuori il carattere. Ricordate che siete delle Mihajlovic». Che ora suona un po’ come un timbro, un marchio di fabbrica, un sigillo di garanzia.
Ha assicurato che sconfiggerà la malattia per chi gli vuole bene. E di chi ci ha portato dal baratro della B al decimo posto nel giro di pochi mesi c’è da fidarsi. «Le cose facili non mi attizzano. Sono certo di potercela fare e sono convinto che lo siano anche i miei giocatori: se non lo sono li convinco io». Sei mesi fa lo diceva parlando  della salvezza: obiettivo raggiunto. E adesso chi glielo dice, alla leucemia, che ha un Mihajlovic contro? Di più. Ha contro un Mihajlovic incazzato e tutti quelli che fanno il tifo per lui, perché certe battaglie così le affronti meglio. Non c’è storia.

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