Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Solo un abbraccio può contenere Sinisa

Solo un abbraccio può contenere Sinisa

Nel nostro linguaggio quotidiano sempre più tarato verso l’eccesso (è tutto sconvolgente, clamoroso, incredibile e dunque eroico, leggendario, tragico a seconda delle – ormai inesistenti – sfumature), anche la vicenda personale di Mihajlovic finisce ogni giorno in questo mortaio lessicale. Tutti hanno fatto ricorso almeno una volta alla parola ‘battaglia’ per descrivere la parabola della sua malattia. Ma non sono sicuro che al posto di Sinisa gradiremmo essere rappresentati veramente su un campo di battaglia, quando invece malattie come la sua impongono estenuanti settimane di silenzio, accidia forzata, immane spossatezza, e aprono voragini di pensieri di ululante solitudine. Uno scenario ben diverso da una battaglia che, ne siamo sicuri, Mihajlovic ingaggerebbe subito, se avesse la possibilità di dare corpo e forma al suo nemico invisibile.
Chi è stato vittima della prima influenza di stagione avrà già fatto esperienza della cautela che mamma, medico, moglie o morosa (le 4 M con cui tutti abbiamo a che fare almeno una volta nella vita) raccomandano sempre prima di rimettersi in pista nelle attività quotidiane. «Prenditi un giorno di riposo in più, così sei sicuro di star bene dopo», ci è stato detto. Ecco. Pensate che cosa sarà stato raccomandato a Sinisa in questi mesi, quando ha cominciato a manifestare la volontà di riavvicinarsi al campo e al centro tecnico. Pensate alla prudenza che avrà animato le parole di chi gli vuole bene, nel tentativo legittimo di preservarlo da qualsiasi imponderabile variabile esterna. Eppure, nonostante questo, con la partita di domani lo avremo visto già quattro volte su otto in panchina.
Non so se esiste in italiano una parola che possa contenere questo atto di… chiamatelo voi come preferite. Ma un uomo così, che si mette realmente in pericolo per svolgere il suo lavoro e onorare la sua posizione, merita un lunghissimo abbraccio. Cerchiamo di ricordarlo quando entrerà allo Stadium domani, per non cadere anche noi vittime dell’imprecisione linguistica cui siamo comunque indirizzati, di fronte a figure così imprendibili.

© Riproduzione Riservata

Foto: Damiano Fiorentini