Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Sulla ruota di Bologna solo il 22 può essere il numero vincente

Sulla ruota di Bologna solo il 22 può essere il numero vincente

La salvezza del Bologna passa da Mattia Destro. È un pensiero che forse qualcuno non condividerà, anche se nel sondaggio proposto poco più di un mese fa su questa testata, l’attaccante marchigiano era stato votato come il più forte in organico sbaragliando la concorrenza. Ma facciamo due passi indietro, torniamo all’estate del 2015, quando l’allora d.s. Pantaleo Corvino lo acquistò dalla Roma. Ad accoglierlo alla Stazione Centrale c’erano oltre cinquecento persone, uno sventolare di bandiere rossoblù, un rinnovato entusiasmo come da tempo non si vedeva. Cos’è successo in seguito? Riviviamo insieme nel dettaglio i suoi tre anni sotto le Due Torri.

2015-2016 (27 presenze, 8 reti) – Mattia fa molta fatica ad inserirsi in quel Bologna, un po’ come tutta la squadra ad amalgamarsi, e infatti nelle prime dieci giornate di campionato arrivano ben otto sconfitte. Decisivo l’arrivo in panchina di Roberto Donadoni per spezzare la maledizione: 3-0 all’Atalanta, il primo sigillo e la lunga corsa liberatoria sotto la Curva. Di quella stagione rammentiamo anche la doppietta rifilata al Napoli capolista, il gol dal dischetto alla Roma sotto il diluvio, poi il brutto infortunio rimediato nella sfida di San Siro contro l’Inter e stagione finita ai primi di marzo. Otto gol che presumibilmente sarebbero stati di più senza quel pestone di Miranda.

2016-2017 (30 presenze, 11 reti) – Una lenta ripresa dall’infortunio, due doppiette contro Pescara e Udinese, il suo zampino con Atalanta, Sassuolo, Cagliari, Palermo, Inter e Sampdoria. Decisivo contro il Crotone. Eppure, quel suo fare ciondolante che in alcune circostanze lo rende avulso dalla manovra, a qualcuno iniziò a far storcere il naso. Un po’ di fischi, i primi dubbi da parte dello staff tecnico.

2017-2018 (26 presenze, 6 reti) – Come score la stagione peggiore, ma non per colpa sua. A bocciare Destro proprio nel momento migliore (4 centri in 8 partite) è Donadoni, che decide di panchinarlo ed escluderlo dai titolari senza un vero perché, inserendolo spesso e volentieri come rincalzo a pochissimi minuti dalla fine. Bocciatura, rapporti tesi, forse anche qualcosa di più, eppure una media gol importante (e pesante in positivo sulla classifica del Bologna) in relazione ai minuti giocati.

Rewind che abbiamo rivissuto con dovizia di particolari per arrivare ai giorni nostri, dove Destro è diventato l’ultima freccia di un arco mal congegnato, tanto da essere impiegato come quinta punta dopo il giovanissimo Okwonkwo, senza voler togliere nulla al promettente nigeriano classe 1998. Eppure ne siamo certi: pur col suo fare scostante e la sua andatura apparentemente pigra, Destro è l’unico della rosa con il gol addosso e in grado di arrivare in doppia cifra. Solo quando si farà un passo indietro nei suoi confronti, facendolo realmente partire alla pari degli altri attaccanti, Inzaghi potrà sperare di salvare questa squadra che così sporadicamente impensierisce l’avversario di turno. Non si rischi col fuoco: Mattia in questo Bologna deve giocare, sempre.

© Riproduzione Riservata