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Tredici squadre in sei punti, Bologna in crescita ma la classifica resta pericolosa

Tredici squadre in sei punti, Bologna in crescita ma la classifica resta pericolosa

È un buon Bologna quello che esce dal Mapei Stadium, capace non solo di cancellare la brutta prova col Torino − poi raddrizzata nel finale − ma anche di sfiorare il colpaccio sul campo di una squadra costruita per dare l’assalto alla zona Europa League. Dispiace, perché per quanto visto a Reggio Emilia i ragazzi di Inzaghi meritavano l’intera posta in palio, a maggior ragione considerando che il pari dei neroverdi è arrivato a pochi minuti dalla fine su rigore concesso per un fallo ingenuo di Calabresi. Rivedibile, a posteriori, anche la scelta del tecnico rossoblù di cambiare modulo (dal 4-3-3 al consueto 3-5-2) a metà ripresa, mossa che ha portato i felsinei a rinculare troppo e il Sassuolo a guadagnare diversi metri.
Possesso palla nettamente favorevole ai neroverdi, costruiti prioprio per tenere la sfera tra i piedi, ma Bologna che era partito subito a razzo e che in pochi minuti avrebbe potuto chiudere la partita, se non fosse stato per quel maledetto palo colpito da Santander. Intendiamoci, la formazione di De Zerbi non ha rubato nulla e con Matri ha avuto pure la chance del 3-2 allo scadere, ma quando si viene raggiunti a pochi giri di lancette dal termine il rammarico resta grande.
Ottima la prova di Svanberg, che non difetta certo in personalità, molto bene anche Gonzalez dopo un periodo trascorso in panchina, applausi convinti − e non è una novità − per Palacio, che quando sta bene è uno straordinario valore aggiunto. In netta ripresa anche Poli, prezioso l’apporto di Orsolini, che in questa squadra serve come il pane perché capace di portare qualità ma anche applicazione e spirito di sacrificio. Santander, infine, è un guerriero indomabile che sta portando tutti dalla sua parte, un centravanti non sempre pulito sul piano tecnico ma con una generosità fuori dal comune.
Nonostante il buon pareggio odierno, il Bologna resta invischiato nella zona bassa della classifica, a sole 3 lunghezze dall’Empoli terzultimo e a 5 da un rinato Frosinone (4 punti nelle ultime 2 gare), che con il successo odierno ha di fatto riportato anche la Spal nel gruppone di quelle che dovranno sudare fino alla fine per mantenere la categoria. Classifica che risulta peraltro di difficile lettura: ci sono ben 13 squadre tra il quinto posto, occupato oggi dalla Fiorentina con 15 punti, e il diciassettesimo di Udinese e Bologna a quota 9.
Attenzione, sgombriamo il campo da ogni equivoco: i rossoblù non possono ambire all’Europa, sarà una stagione molto probabilmente sofferta fino alle ultime giornate, ma i segnali lanciati oggi sono confortanti. È altresì vero che domenica prossima al Dall’Ara arriverà un ulteriore banco di prova per i rossoblù, che faranno poi visita al Chievo prima della sosta. Con l’Atalanta non sarebbe da disprezzare un altro pareggio, considerando anche il difficile impegno dell’Empoli a Napoli, ma è davvero troppo presto per fare calcoli, nonostante la graduatoria abbia valore fin dal principio e a maggior ragione dopo aver superato il primo quarto di campionato.

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