Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Un po' di fire e poco desire, per ora il nuovo Bologna sembra il Verona di Bigon

Un po’ di fire e poco desire, per ora il nuovo Bologna sembra il Verona di Bigon

Il Bologna sembra avere il destino segnato da questa estate. Più volte e da più parti è stato sottolineato come la squadra fosse peggiorata rispetto alla passata stagione, ma che potesse trasformarsi nella probabile Cenerentola del campionato non lo poteva immaginare nessuno. Quando vendi il tuo miglior giocatore e decidi di non sostituirlo in nome di un nuovo modulo, utilizzando gran parte del tesoretto accumulato per acquistare quasi esclusivamente ragazzi poco conosciuti o reduci da esperienze deludenti, capisci subito che non potrà mai nascere la stagione delle meraviglie. Tuttavia, iniziare perdendo due partite al Dall’Ara e pareggiando in campo neutro contro il piccolo Frosinone, senza realizzare lo straccio di un gol, non era ipotizzabile neanche nei peggiori incubi del più pessimista dei tifosi.
Eppure è così, complice un allenatore che per ora sta incidendo poco e che ieri sera, dopo l’1-0 dell’Inter, ha spianato ulteriormente la strada ai nerazzurri con dei cambi non proprio perfetti. Lascia perplessi anche la gestione di Destro, che al di là di qualche noia muscolare è diventato tanto brutto e cattivo da essere considerato la quinta scelta, dietro persino al giovanissimo Okwonkwo. Male Pippo, ancora peggio lo staff tecnico, che di Mattia si sarebbe disfatto a cuor leggero e infatti ha provato a farlo fino all’ultimo secondo di mercato. E poi insomma, al suo posto là davanti non giocano Higuain e Dzeko ma Santander e Falcinelli: il paraguaiano qualche piccolo miglioramento l’ha anche mostrato, ma resta un attaccante che in almeno altre quindici squadre partirebbe dalla panchina, mentre Falcinelli non è nemmeno pervenuto.
Pericolosità pari a zero, e allora per gonfiare la rete ci si affida alle sortite offensive del difensore centrale Helander, fin qui molto sfortunato. Sottotono Dzemaili (questo uno degli errori di Inzaghi, lo svizzero nella ripresa è crollato fisicamente ma non è stato sostituito), qualche passo indietro per la retroguardia, che in fin dei conti è quella disastrata dell’anno scorso con l’aggiunta – e meno male – del 34enne Danilo. Dopo la sosta, inoltre, si ripartirà con un trittico che potrebbe tagliare di netto le gambe ad un gruppo alla disperata ricerca di fiducia e certezze: Genoa, Roma e Juventus. Il rischio di restare a quota uno dopo sei partite è altissimo, vatti poi a riprendere mentalmente…
Si parla tanto di un grande futuro ma i risultati del presente sono sempre più deludenti, lo dicono i numeri. Soddisfazioni? Mai pervenute, se non all’inizio della gestione Donadoni. Quindi l’addio a Corvino e da allora la netta sensazione che il progetto, almeno in termini di campo, avesse già preso una brutta china. A proposito di numeri, da qualche ora è ufficiale un altro record negativo: zero gol nelle prime tre giornate, mai era accaduto al Bologna in Serie A. Adesso una settimana di sosta (per fortuna potremo dedicarci ad altro il prossimo weekend), poi nuovamente palla al centro. Sotto le Due Torri la paura cresce, tre indizi hanno ormai fatto una prova. Troppi errori e scommesse in fase di costruzione della rosa messa a disposizione di Inzaghi, tecnico brillante e super motivato ma quasi esordiente ad alti livelli: è una stagione che rischia di avere un brutto epilogo.

© Riproduzione Riservata