10 considerazioni 10 dopo la brutta prova del Bologna a Udine

10 considerazioni 10 dopo la brutta prova del Bologna a Udine

1) Gli haters da social network mi fanno semplicemente schifo. Sì, schifo, perché con certi soggetti non si possono usare troppi francesismi. Attendono con ansia il gol degli avversari per poi vomitare sul Bologna, in ogni sua componente, tutto il loro odio. Non critiche costruttive (è chiedere troppo…), nemmeno lamentele e frecciatine, solo offese e astio puro. E il fatto che si definiscano tifosi mi fa ancora più schifo.

2) In questa Serie A, ad oggi, non sembrano esserci squadre materasso. Sicuramente, Inter e Juventus a parte, per ora non ci sono squadre che brillano per continuità, a tutti i livelli.

3) Il Bologna sta vivendo una stagione che definire complicata è poco. Il motivo, deciso da un destino bastardo, lo conosciamo tutti. Si può e si deve fare meglio, ma è sempre bene ricordarsi che la situazione attuale non è normale, ordinaria, nonostante gli encomiabili e incredibili sforzi di Mihajlovic per essere comunque presente, seppur a distanza, nella quotidianità del campo e dello spogliatoio. Troppo facile parlare di «squadra compatta e commovente che gioca per il suo mister» dopo Brescia e di «squadra in difficoltà che avverte troppo l’assenza del tecnico» dopo Udine. L’equilibrio, questo sconosciuto.

4) L’Udinese picchia, gioca poco a calcio e soprattutto fa giocar male i propri avversari. Oggi i friulani hanno brillato in tutte e tre le cose, e in tal senso hanno vinto con merito una partita orrenda (sempre a proposito di francesismi). Passaggi a vuoto del genere sarebbe meglio non capitassero ma purtroppo possono capitare, speriamo che da un altro k.o. alla Dacia Arena possa nascere una nuova ed esaltante striscia positiva, come accadde lo scorso marzo.

5) Questo pomeriggio i rossoblù hanno provato a mettere in difficoltà gli uomini di Tudor sfruttando le proprie caratteristiche, la propria identità ormai consolidata, ma sono apparsi molto stanchi e poco lucidi. Un po’ di turnover in più, al termine di un trittico di partite piuttosto impegnativo, non sarebbe guastato, considerando in particolare la profondità e la qualità media della rosa attuale. Ma parlare dopo, si sa, è molto facile.

6) Senza cercare alibi, ma come fanno a non essere da cartellino giallo la gomitata di Okaka e il tackle di Samir? Ma certi arbitri come ci sono arrivati in Serie A? Mah…

7) In estate il Bologna ha perso, per motivi molto poco dipendenti dalla propria volontà, due pezzi importanti della sua spina dorsale: Lyanco e Pulgar. Il primo è stato sostituito da un difensore abbastanza simile, il secondo da un centrocampista più esperto e con caratteristiche un po’ diverse. Denswil sta prendendo sempre più confidenza con il nostro calcio, specie sul piano tattico, e cresce di partita in partita. Medel si sta calando bene nella nuova realtà, dimostrando che oltre alla grinta da ‘pitbull’ c’è molto di più. Due elementi validi, insomma. Ma un periodo di assestamento, in particolare per quanto concerne la fase difensiva (a maggior ragione senza Danilo), era ed è ancora da mettere in conto.

8) Lo continuo a sottolineare, a costo di diventare stucchevole: Poli è un elemento fondamentale di questo Bologna, quando non c’è la differenza si nota. Di contro, Dzemaili mi sembra sempre di più un giocatore che ha già dato il meglio di sé, ma il capitano ha già dato prova di sapersi rialzare dopo un periodo negativo e dunque spero vivamente di essere smentito.

9) Non aveva e non ha senso parlare di Europa relativamente a questa stagione, non è questo l’obiettivo dichiarato dal club. Ma il Bologna è una squadra che può mettere in difficoltà chiunque, salvandosi con largo anticipo e puntando ad un bel piazzamento nella parte sinistra della classifica. Con calma, un passo per volta, senza illudersi dopo una bella vittoria e senza fare drammi dopo una brutta sconfitta.

10) Le prossime due gare contro Lazio e Juventus non sono già perse, anzi, possono riservarci sorprese molto positive. Bisogna crederci, tutti insieme.

Foto: Getty Images