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L'anti-Juve non esiste, alle spalle dei bianconeri una Serie A in cui regna l'equilibrio

L’anti-Juve non esiste, alle spalle dei bianconeri una Serie A in cui regna l’equilibrio

Sinceramente, qualcuno aveva dei dubbi in merito all’ottavo scudetto consecutivo della Juventus? Ebbene, per chi si fosse illuso che potesse esistere un campionato, la risposta dei bianconeri è stata la seguente: 7 vittorie in 7 partite, 21 punti in classifica, 16 reti segnate e 6 punti di vantaggio sul Napoli, sconfitto 3-1 nello scontro diretto allo Stadium. Una corazzata pressoché implacabile che adesso può contare anche su un certo Cristiano Ronaldo, guidata da un allenatore che non sbaglia una mossa e con la società più potente e meglio organizzata d’Italia, e così alle ‘contendenti’ restano solo le briciole.
Ai partenopei, reduci da un mercato estivo senza fuochi d’artificio ma impreziosito dall’ingaggio di Carletto Ancelotti in panchina, vanno comunque gli applausi per un buon avvio di stagione, rovinato solo in parte dal netto k.o. rimediato a Marassi per mano della Sampdoria. Alle loro spalle si è invece formato un terzetto inedito: Inter, Fiorentina e Sassuolo. Nerazzurri sottotono nelle prime giornate ma rivitalizzati dal successo sul Tottenham in Champions League, toscani in continua ascesa e neroverdi piacevole sorpresa grazie all’ottimo lavoro svolto da De Zerbi.
Nella zona di classifica che profuma d’Europa troviamo anche il Genoa, trascinato dai gol di Krzysztof Piątek, centravanti polacco che ci ha messo poco a svestire i panni del carneade per indossare quelli del capocannoniere, e la Lazio, discontinua ma sempre piacevole da osservare all’opera. Un gradino sotto la Roma, con Di Francesco che ha persino sfiorato l’esonero ma si è salvato battendo nell’ordine il Frosinone e i cugini biancocelesti nel derby, quindi il Parma del travolgente Gervinho, tornato alla grande in Serie A dopo un’anonima parentesi in Cina.
La fascia centrale, un po’ a sorpresa, è aperta dal Milan, che ha sì una partita da recuperare ma che ha già lasciato troppi punti per strada, mettendo a rischio la posizione di Gattuso. Al pari dei rossoneri una Spal vivace e un Torino alle prese con i soliti alti e bassi, poi la solita quadrata Sampdoria di Giampaolo e la multietnica Udinese guidata dal giovane tecnico spagnolo Julio Velázquez. A quota 7 punti una sola squadra, il Bologna targato Pippo Inzaghi, partito piuttosto male ma ora in netta e costante ripresa, grazie alla verve dei suoi giovani e alla potenza del suo nueve paraguagio Federico Santander.
Rossoblù fuori dalla zona calda e davanti anche all’Atalanta, che non sembra più quella degli ultimi due anni, e al Cagliari del nuovo corso Maran, che fin qui non ha convinto a pieno e nel prossimo turno sfiderà proprio Dzemaili e compagni. Sfortunato l’Empoli di Andreazzoli, che gioca bene ma non vince quasi mai, mentre il fanalino di coda è il Chievo, a causa della penalizzazione per il caso plusvalenze fittizie. Sul campo, però, la formazione peggiore è il Frosinone, encomiabile per l’impegno profuso ogni domenica e per il calore della sua gente, ma terribilmente simile per valori al Benevento 2017-2018.

© Riproduzione Riservata – Disponibile anche in edicola sul mensile Bologna Rossoblù Magazine di ottobre

Foto: Getty Images