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Basta punto in più, ora si parla di vincere e sognare. È un Bologna nuovo (e più coraggioso) anche nella comunicazione

Basta punto in più, ora si parla di vincere e sognare. È un Bologna nuovo (e più coraggioso) anche nella comunicazione

È vero, nel calcio come nella vita contano i fatti, e diversi protagonisti rossoblù lo hanno sottolineato a più riprese nel corso del ritiro di Pinzolo, memori di quanto accaduto nel recente passato. Tuttavia, in attesa di capire il reale valore dei tanti volti nuovi presenti in rosa e magari di abbracciarne altri negli ultimi venti giorni di mercato, monitorando di pari passo i progressi sul campo del 3-5-2 targato Inzaghi, sono anche e soprattutto le parole a testimoniare il cambio di rotta avvenuto all’interno dell’ambiente Bologna.
«Quello che mi sta capitando è una cosa stupenda, se a Casteldebole ci fosse una camera dormirei lì», racconta con l’entusiasmo di un esordiente Super Pippo durante la sua presentazione allo stadio Dall’Ara. Quindi l’a.d. Claudio Fenucci, da sempre descritto come l’uomo dei numeri e dei calcoli, che con un sorriso esce dai consueti schemi aziendali e dichiara: «Quest’anno in Coppa Italia vogliamo fare strada, pagherei di tasca mia per arrivare in finale». Senza dimenticare la ‘fotografia’ scattata dal d.s. Riccardo Bigon al suo arrivo in Trentino: «Negli occhi dei ragazzi vedo la voglia di fare una stagione diversa, qualcosa di speciale».
E poi i giocatori, in particolare i leader dello spogliatoio, a cominciare dal capitano senza fascia Angelo Da Costa: «Questa squadra non deve mai smettere di sognare. Magari in Europa League non ci arriveremo ma siamo il Bologna, non possiamo fermarci alla semplice salvezza». Gli fa eco Andrea Poli, che forse la fascia al braccio ce l’avrà: «La storia del club non va mai dimenticata, sia la società che la piazza meritano di più», concludendo con la boutade di Rodrigo Palacio: «Se vinciamo la Coppa Italia mi taglio la treccina».
Sarà una banalità, ma per la prima volta in tre anni non ha fatto capolino la stramaledetta frase: «Puntiamo a fare un punto in più dello scorso campionato». Si è parlato di vincere, addirittura di sognare. Con la testa alta e una buona dose di sano coraggio, dando la sensazione di voler finalmente uscire da quel limbo fatto di sicurezza ma anche di anonimato. Personalità, forse anche rischio, certamente entusiasmo, vocabolo piuttosto impolverato sotto le Due Torri, lo stesso degli oltre diecimila tifosi che hanno già sottoscritto o rinnovato il proprio abbonamento. Già, contano i fatti, ma spesso e volentieri le parole possono dare una grossa mano, e il ‘nuovo’ Bologna sembra averlo capito.

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