Bologna e Milan: così lontani, così vicini...

Bologna-Milan: così lontani, così vicini…

Bologna e Milan, due universi all’apparenza molto lontani ma forse mai così vicini come in questo periodo. Al Dall’Ara il bilancio delle sfide tra i due club nella Serie A a girone unico racconta di 25 successi dei felsinei e 24 dei meneghini, ma non sono solo i numeri a supportare questo parallelo. Si parte dalle proprietà, entrambe straniere, con il solido equilibrio del canadese Joey Saputo e la fragile opulenza del cinese Yonghong Li, e si arriva fino alle ormai croniche difficoltà di due centravanti su cui erano state riversate enormi aspettative, oltre che cifre importanti per il loro acquisto, ovvero Mattia Destro e Nikola Kalinic. Chissà che, Palacio e Cutrone permettendo, non saranno proprio loro a togliere le castagne dal fuoco a Roberto Donadoni e Gennaro Gattuso.
Già, gli allenatori, professionisti dal DNA rossonero e alle prese con una situazione piuttosto delicata. Apertamente contestato l’ex c.t. azzurro, un po’ per il suo modo di porsi e un po’ per come (non) fa giocare la squadra, nonostante la terza salvezza serena in tre anni sia ormai cosa fatta. C’è però anche chi lo difende, così come il popolo milanista si è stretto attorno a ‘Ringhio’ dopo la figuraccia casalinga rimediata per mano del Benevento, puntando nettamente il dito contro i giocatori. Certo, il Milan ha evidenti problemi di classifica, perché fallire il sesto posto significherebbe dover battere a tutti i costi la Juventus in finale di Coppa Italia per non iniziare l’Europa League a luglio, ma anche il Bologna non può certo cullarsi su un’anonima dodicesima posizione.
Sono lontani i tempi delle Champions League alzate da Paolo Maldini, ancora di più l’ultimo tricolore cucito sul petto dei rossoblù, ma la sfida che andrà in scena domenica pomeriggio nel capoluogo emiliano conserva tuttora un fascino particolare e unico. Due società ambiziose e in cerca di riscatto, con l’obiettivo di ricostruire una mentalità vincente e riproporsi ai piani alti del calcio italiano, pur con tempi e modalità differenti. Due tifoserie dal palato fino, desiderose di ritrovare il sorriso, l’entusiasmo e i trionfi perduti, possibilmente attraverso il bel gioco e una precisa identità. Nel cuore di entrambe, un’unica grande paura, che osservata in un certo modo può magari apparire come una (lecita) pretesa: non doversi mai accontentare della mediocrità.

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Foto: bolognafc.it