Dalla Juve al Pescara, in attesa del mercato la Serie A sembra già aver emesso i suoi verdetti

Dalla Juve al Pescara, in attesa del mercato la Serie A sembra aver già emesso i suoi verdetti

È sempre più difficile, a maggior ragione dopo la vittoria per 1-0 contro la Roma, convincersi che la Juventus non abbia già vinto il suo sesto scudetto consecutivo. Certo, dovranno passare altri cinque mesi pieni di frasi fatte e richiami alla concentrazione da parte di Buffon e compagni, e nel mezzo c’è una Champions League tutta da giocare, ma strappare lo scettro di campioni d’Italia ai bianconeri sembra diventata la solita missione impossibile. La squadra di Allegri non cade quasi mai, e quando cade si rialza immediatamente, più forte di prima, anche senza l’infortunato Dybala, trascinata da un Higuain formato fenomeno e da un collettivo che in questo mediocre torneo non ha eguali. I giallorossi non possono far altro che chinare il capo, come un cane da caccia in perenne inseguimento di una lepre troppo veloce per essere agguantata, con sette lunghezze di svantaggio che non si prestano a molte interpretazioni.
Più combattuta e interessante la lotta per il secondo posto, che al momento vede coinvolte la stessa Roma, il Napoli, la Lazio e il Milan. Gli uomini guidati da Sarri, dal passaggio del turno in coppa, sembrano finalmente essersi scrollati di dosso quella sorta di zavorra che ne aveva condizionato il rendimento nella prima parte del girone d’andata, il diesel azzurro ha iniziato a funzionare a piena potenza e adesso in zona San Paolo c’è di che divertirsi, tra le cannonate di Hamsik, gli assist di Insigne, i guizzi di Callejon e gol di Mertens, un falso 9 che si sta trasformando in un centravanti vero. Attenzione anche alla Lazio, organico competitivo e gruppo coeso al servizio di Inzaghi, giovane allenatore che sa già il fatto suo sia sul piano tattico che su quello motivazionale. E poi, appunto, i rossoneri, con una società ancora in bilico tra Berlusconi e i cinesi e una squadra piena zeppa di giovani che stanno dando il massimo e anche di più, sotto la sapiente gestione di Montella, per regalare ai propri tifosi una stagione divertente dopo anni di buio.
Subito sotto troviamo la vera rivelazione della Serie A fino a questo momento, l’Atalanta di Gasperini, reduce da un paio di passi falsi ma soprattutto da settimane di vittorie e calcio davvero spettacolare. Per conquistare uno storico piazzamento in Europa League ci sarà da battere la concorrenza di due formazioni altalenanti come Inter e Fiorentina, la prima ancora convalescente dopo l’avvicendamento in panchina fra De Boer e Pioli e la seconda che alterna prestazioni convincenti a preoccupanti passaggi a vuoto. Senza dimenticare il Torino del condottiero Mihajlovic e della coppia d’oro Belotti-Ljajic, e con un elogio speciale al solito Chievo dei miracoli, nona posizione al pari dei granata e la voglia di stupire ancora. Per informazioni chiedere a Sergio Pellissier, che a 37 anni ha superato quota cento gol nel massimo campionato italiano, tutti con la maglia dei veronesi, e non pare avere nessuna intenzione di fermarsi.
La parte destra della classifica si apre con l’Udinese, rinata grazie alla cura del friulano doc Delneri, e prosegue con un gruppo di squadre dal potenziale piuttosto simile, fra cui anche il Bologna di Donadoni. I rossoblù, grazie al netto successo ottenuto a Pescara, si sono liberati di ogni possibile timore e riportati in una fascia di punteggio più consona al loro valore, aspettando il rientro di Verdi e magari qualche rinforzo dal mercato di gennaio per provare a fare ancora meglio. Tanti, troppi alti e bassi anche per Genoa e Sampdoria, mai capaci di effettuare il fatidico salto di qualità, così come sono troppi (addirittura 39) i gol subiti finora dal Cagliari, comunque la migliore delle neopromosse e destinato ad una salvezza in totale serenità.
E a proposito di salvezza, se proprio volessimo tenere viva una fiammella di interesse per questa particolare lotta potremmo sottolineare come il Sassuolo non se la stia passando benissimo, rallentato dagli impegni europei e falcidiato dagli infortuni, ma è sufficiente spostare lo sguardo un po’ più in basso per rendersi conto di come le ultime quattro in graduatoria, in particolare le ultime tre, siano letteralmente di un’altra categoria. Quella inferiore, però. Alla fine dovrebbe spuntarla l’Empoli, la meno peggio, l’unica con un’idea di gioco, un briciolo di solidità e qualche elemento all’altezza di un palcoscenico del genere, tutte caratteristiche di cui sono quasi totalmente prive il Palermo, il Crotone e il Pescara. Zamparini, manco a dirlo, è già arrivato al terzo allenatore stagionale, e il malcapitato Corini una vittoria l’ha pure ottenuta, ma dopo anni fatti di errori, confusione e mezzi miracoli in extremis, per il vulcanico presidente rosanero sembra arrivato il momento di pagare dazio.

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