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Dalla parte di Marco

Dalla parte di Marco

Non è un mistero, basta dare un’occhiata al nostro logo: la testata giornalistica Zerocinquantuno è dedicata a Marco Di Vaio. L’idea, nel 2013, fu della proprietaria Giorgia Mattioli, che trovò il pieno appoggio di tutta la redazione.
Lo stesso Di Vaio, sul campo, è stato uno dei miei più grandi idoli, sentimento che credo accomuni tutti noi tifosi rossoblù. Del resto, i numeri parlano da soli: 148 presenze e 66 gol.
L’articolo a cui sono più affezionato l’ho scritto il 13 maggio 2012, giorno della sua ultima partita con la maglia del Bologna.
E quindi è la prassi, penserà qualcuno: il direttore di ZO, nonché suo fan sfegatato, difende l’icona Di Vaio. In realtà non sono questi i motivi che oggi, dopo quanto accaduto sabato sera, mi portano ad intervenire.
Quando nel 2015 Marco è diventato club manager del Bologna, si è creato per forza di cose un distacco imposto dalle rispettive professioni: nessun favoritismo da una parte, nessuno sconto dall’altra.
Ma il rispetto e un sincero affetto reciproco, quelli no, non sono mai venuti a mancare. Un sorriso e una stretta di mano. Anche dopo la critica più dura, anche dopo il confronto più acceso.
Da giornalista, insieme ai miei colleghi, continuerò sempre a giudicare il dirigente Di Vaio con la massima obiettività e imparzialità, mettendo in luce pro e contro del suo operato.
Ma sulla lealtà dell’uomo Marco (uomo, non «personaggio»), sul suo amore per la città e sul suo impegno per onorare questi colori, non ho e non avrò mai alcun dubbio.