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Danilo, il leader silenzioso che fa la differenza

Danilo, il leader silenzioso che fa la differenza

È così da sempre, ci sono giocatori che rubano l’occhio e altri che passano quasi inosservati. In questa seconda categoria rientrano quelli di modesto valore, quelli colpevolmente sottovalutati, o ancora quelli il cui apporto viene dato quasi per scontato. E allora Bologna (ma il discorso può essere esteso ad ogni altra piazza) si scalda per una staffilata di Orsolini, un dribbling di Sansone, un tracciante di Pulgar, una sgroppata di Dijks o un coast to coast di Palacio, ma non si spella abbastanza le mani per uno stopper di ormai 35 anni (li compirà il 10 maggio) che ha la straordinaria capacità di far apparire semplice e, appunto, scontato, ciò che semplice non è.
Stiamo parlando di Danilo Larangeira, nato e cresciuto in Brasile ma legatissimo all’Italia per varie ragioni, su tutte un nonno di origine padovana e ben otto stagioni trascorse nel Belpaese a partire dal 2011, quando l’Udinese lo acquistò dal Palmeiras. Un mix che emerge anche ogni domenica in campo, dove la padronanza tecnica paulista si fonde alla perfezione con l’accortezza tattica nostrana. Leader silenzioso ma efficace, pochissimi errori, un fisico che sembra sfidare lo scorrere del tempo, il suo nome figura al terzo posto nella classifica stilata dal CIES dei calciatori più presenti tra il 2014 e il 2019 nei cinque principali campionati europei (Bundesliga, Liga, Ligue 1, Premier League e Serie A). E non è un caso.
Dopo la lunga e fruttuosa esperienza in Friuli, l’approdo sotto le Due Torri in prestito con obbligo di riscatto condizionato, due giorni prima della chiusura del mercato estivo. Un arrivo in sordina, accompagnato anche da perplessità e critiche, cancellate nel corso dei mesi successivi a suon di ottime prestazioni. Sì, anche sotto la gestione Inzaghi, fatta eccezione per qualche sbavatura all’interno di un contesto che senza dubbio non lo aiutava, e ancora di più durante l’era Mihajlovic, passando dal 3-5-2 al 4-2-3-1 con assoluta disinvoltura e fungendo anche da chioccia per il talentuoso ed esuberante connazionale Lyanco. Purtroppo la costanza di rendimento e la professionalità non fanno notizia come un colpo di tacco o un tiro all’incrocio dei pali, ma avere in squadra un difensore come Danilo fa tutta la differenza del mondo.

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