Sempre e Comunque
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Fate come alla Scala

È già un bel Bologna, ora non si perda l’occasione di renderlo bellissimo

Poteva mai mancare una massiccia dose di sofferenza anche in una partita dominata in lungo e in largo dal primo all’ultimo minuto? Ovviamente no, se ti chiami Bologna e il patema d’animo ce l’hai radicato nel DNA, anche se analizzando il match con il Crotone sarebbe più opportuno parlare di frustrazione per un gol che sembrava davvero non voler arrivare. Alla fine ci ha pensato Destro, non ancora al top della condizione ma sempre nel vivo della manovra offensiva: un tiro parato dal portiere, uno troppo alto, il terzo nel sacco, con un’azione da grande centravanti conclusa da una delle sue tipiche rasoiate a incrociare, come quelle che nella scorsa stagione hanno trafitto Atalanta e Udinese. Rete numero 50 in Serie A per il bomber di Ascoli, il giusto premio sia per lui, dopo cinque mesi molto difficili, sia per i rossoblù, che sono riusciti a conquistare tre punti a dir poco meritati.
In attesa di avversari più quotati di Trapani e Crotone, la squadra di Donadoni si è fatta apprezzare per ordine, compattezza, rapidità nella circolazione di palla, dinamismo e una manovra offensiva frizzante. Merito della qualità tecnica di singoli come Verdi, Krejci e Nagy, ma anche di schemi e movimenti che dopo il lavoro svolto in ritiro appaiono già collaudati. I terzini si propongono spesso in avanti trovando sempre il prezioso sostegno delle mezzali, che a loro volta si portano con costanza a ridosso dell’area di rigore in cerca dell’assist o della conclusione, sorrette alle loro spalle da Pulgar, che non avrà il piede delicato del regista puro ma che corre e lotta come tre giocatori messi assieme. Serve maggiore precisione in zona gol, questo sì, anche se a dirla tutta ieri sera sia la sfortuna che la terna arbitrale ci hanno messo lo zampino e anche di più.
Insomma, se volessimo esprimerci con le emoticon, come va di moda sui social network, a questo avvio del Bologna potremmo sicuramente accostare una faccina sorridente, anche se è presto per lasciarsi travolgere dai facili entusiasmi. In tal senso, gli ultimi dieci giorni di mercato rappresentano la concreta opportunità per trasformare un organico da salvezza tranquilla in qualcosa di più, andando a colmare le lacune rimaste. Oltre agli elementi in uscita, che non sono pochi e non sono semplici da piazzare (considerando ormai Diawara un calciatore del Napoli restano Acquafresca, Ceccarelli e Morleo, forse anche Cherubin e Mounier, più Boldor in prestito), si dovrà inserire un altro difensore centrale, viste le precarie condizioni fisiche del veterano Maietta, probabilmente un vice Masina sulla corsia di sinistra e senza dubbio un altro attaccante, soluzione a questo punto preferibile rispetto all’acquisto di un trequartista.
La fiducia della piazza nel patron Saputo, uscito sorridente dallo stadio Dall’Ara, è sconfinata, e siamo certi che da qui al 31 agosto il popolo rossoblù riceverà come minimo un altro regalo. Nel frattempo, il campo ha emesso un primo verdetto, piccolo ma significativo: la squadra sta crescendo davvero bene, sotto la guida di un allenatore che a ragion veduta può essere considerato uno straordinario valore aggiunto, si diverte e fa divertire, regala sensazioni positive. Ora sta alla società completare l’opera, con la consapevolezza di avere già a disposizione una base importante. La possibilità di effettuare fin dal secondo anno di Serie A un notevole balzo in avanti è dietro l’angolo, guai a lasciarsela scappare.

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