Giaccherini incanta l’Europa e tra i tifosi del Bologna cresce il rammarico

All’indomani della splendida vittoria dell’Italia sulla Spagna agli Europei, è ancora forte l’eco del malcontento che si è generato in particolare sul Web riguardo al futuro di Emanuele Giaccherini, autore anche ieri di una prestazione davvero maiuscola. Perché è inutile nascondersi dietro a quanto avvenuto nella scorsa stagione, disputata con ottimi risultati in maglia rossoblù, la realtà dolorosa è che l’esterno di Talla non è un calciatore di proprietà del Bologna e probabilmente non lo sarà mai. I tifosi felsinei che in questi giorni stanno seguendo con grande attenzione le sue gesta in territorio francese ne sono consapevoli, e i loro commenti spaziano all’interno di un range che parte da “che peccato perdere un giocatore del genere” e arriva fino a “non confermare Giaccherini è un segnale molto negativo da parte della proprietà”, passando per “bisognava muoversi prima, adesso è tardi”.
Varie volte abbiamo affrontato l’argomento, che a qualcuno potrà anche risultare ormai stucchevole, ma a livello di cronaca non si può non mettere in evidenza come la gestione di questa trattativa non sia piaciuta praticamente a nessuno. Da un lato ci sono le valutazioni e le motivazioni di Fenucci, Di Vaio e Bigon, che non sono certo degli sprovveduti e sanno di avere a che fare con un ragazzo di 31 anni dalla muscolatura un po’ troppo cagionevole che in azzurro sta spremendo ogni goccia del suo sudore ed è arrivato a toccare il punto più alto della sua carriera, da qui i dubbi tutto sommato legittimi dinnanzi alla richiesta di un triennale da circa 1,5 milioni a stagione (oltre al costo del cartellino, 3 milioni trattabili vista la scadenza del contratto nel 2017). Dall’altro, però, c’è l’amore di una piazza intera per un folletto che ci ha messo poco a conquistare tutti a suon di gol e assist, sulla scia dei grandi campioni del recente passato che all’ombra delle Due Torri hanno vissuto una seconda giovinezza.
Il nostro obiettivo è quello di informare nel modo più corretto possibile la tifoseria, ecco perché non possiamo accodarci al facile coro “Saputo è pieno di soldi e li deve tirare fuori per trattenere Giak”, perché come rimarcato a più riprese ci sono in ballo investimenti di un certo spessore a livello di infrastrutture, ci sono dei costi di gestione importanti e dunque dei limiti di budget da rispettare per quanto concerne l’area tecnica, tenendo sempre a mente che la crescita della società dovrà avvenire in maniera graduale. Possiamo però capire chi ora come ora inizia a storcere un po’ il naso, ripensando soprattutto alle numerose circostante in cui il numero 23 della Nazionale ha espresso la sua volontà, unita a quella dei suoi familiari, di restare nel capoluogo emiliano, dove si trova a meraviglia.
Dopo un inizio di campionato difficile, per lui come per tutta la squadra, Giaccherini ha iniziato a dare spettacolo, ed era quello il momento giusto per intervenire di forza e assicurarsi a titolo definitivo le sue prestazioni a cifre più basse. In quel periodo i malumori (o se vogliamo chiamarli diversamente, la differenza di vedute sul piano operativo e gestionale) all’interno di Casteldebole avevano di fatto portato il club a lavorare senza un direttore sportivo, ma non vogliamo credere che una società ben organizzata e strutturata come il Bologna attuale non avesse comunque i mezzi e le competenze necessarie per chiudere rapidamente l’affare trattando ad oltranza con il Sunderland e con l’entourage del calciatore.
Per questo motivo, pur consapevoli che la dirigenza rossoblù opererà nel migliore dei modi per rinforzare adeguatamente la rosa a disposizione di Donadoni (l’ingaggio del giovane Di Francesco è un ottimo biglietto da visita da parte di Bigon, che merita fiducia), con l’obiettivo di rimanere serenamente in Serie A e migliorare il piazzamento ottenuto lo scorso anno, ci risulta veramente difficile celare un forte dispiacere per la piega presa dagli eventi, continuando comunque a nutrire una piccola speranza che la parola ‘fine’ non sia ancora stata scritta e che anche nel prossimo futuro Giaccherinho possa continuare ad incantare con le sue giocate il pubblico del Dall’Ara.

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