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Rassegna stampa 02/03/2018

Il pagellone del Bologna 2015-2016: allenatori e dirigenti

ALLENATORI

Donadoni 7: rileva una squadra reduce da 8 sconfitte nelle prime 10 giornate, per molti già condannata alla retrocessione, e la trasforma completamente sul piano della mentalità, del gioco e dei risultati. A salvezza raggiunta, di fatto con due mesi d’anticipo, un brusco calo che non riesce a gestire nel migliore dei modi.
Rossi 5: le attenuanti ci sono, in primis una rosa ribaltata come un calzino e completata proprio a ridosso del campionato, oltre alle precarie condizioni fisiche di due pezzi da novanta come Destro e Giaccherini in avvio di stagione, ma il verdetto del campo è impietoso. Ha il grande merito di lanciare Diawara in prima squadra.

DIRIGENTI

Saputo 8: milioni e milioni nelle casse del club per renderlo sempre più solido, la salvezza sul campo, i progetti per l’ampliamento di Casteldebole e il restyling del Dall’Ara, un sincero attaccamento alla squadra e alla città, umiltà e buone maniere. La gestione a distanza non è sempre perfetta, ma cosa si può dire a quest’uomo?
Corvino 7: ricostruisce quasi da zero una squadra che parte malissimo ma che alla fine riesce a salvarsi senza particolari affanni. La scoperta di Diawara, diversi acquisti azzeccati e qualcuno meno, un buon lavoro sul settore giovanile, il voto sarebbe più alto senza quel lungo tentennamento sull’esonero di Rossi. Ci mancherà.
Di Vaio 6,5: dietro all’etichetta di club manager si nascondono tante altre mansioni oltre al fare da collante tra squadra e società, mansioni che l’ex capitano svolge con grande impegno, commettendo qualche errore ma assumendosi tante responsabilità. Durante il blackout di fine stagione ci mette sempre la faccia.
Fenucci 6,5: un progetto in divenire, molteplici aspetti di cui occuparsi, un controllo costante su tutte le aree del club, relazioni costanti e dettagliate al presidente Saputo. Ricopre il suo difficile ruolo con grande solerzia e professionalità, peccato solo per il modo in cui gestisce prima i rapporti e poi la separazione con Corvino.

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