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L'esultanza di Mattia Destro

Il pagellone del Bologna 2015-2016: centrocampisti e attaccanti

CENTROCAMPISTI

Diawara 7: arrivato dal San Marino per rinforzare la formazione Primavera, viene lanciato da Rossi in prima squadra e non soffre minimamente il salto dalla Lega Pro alla Serie A. Ad appena 18 anni prende in mano le redini della mediana con la personalità di un veterano e mette in mostra un talento fuori dal comune.
Brighi 6: arrivato per fare da chioccia ai tanti giovani centrocampisti presenti in rosa, soprattutto sotto la gestione Donadoni viene chiamato varie volte in causa e offre un importante contributo fatto di esperienza, grinta e dinamismo, nonostante i suoi 35 anni.
Donsah 6: uno dei pezzi pregiati del mercato estivo, viene ripetutamente frenato da una lunga serie di guai fisici che ne condizionano il rendimento. Quando gioca, però, riesce spesso a fare la differenza, tra scatti brucianti, dribbling secchi, assist e anche un paio di gol.
Rizzo 6: discorso molto simile a quello di Donsah, i suoi muscoli si rivelano più delicati del cristallo e non gli permettono di trovare continuità. Nelle occasioni in cui viene impiegato contribuisce alla rimonta in classifica dei rossoblù e lascia intravedere doti tecniche e atletiche di ottimo livello.
Taider 6: corre, rincorre, combatte su ogni pallone e per gran parte del campionato è il vero motore del centrocampo felsineo. Encomiabile e quasi impeccabile in fase di interdizione, non si può dire altrettanto per quella offensiva, con troppi passaggi sbagliati e conclusioni sbilenche.
Crisetig 5,5: presentato come il regista titolare, si vede soffiare subito il posto dall’esordiente Diawara e viene lasciato in naftalina per mesi e mesi. Dare un giudizio definitivo è complicato, ma nelle rare occasioni in cui scende in campo non riesce mai a convincere, risultando lento e impacciato.
Pulgar 5,5: ci si aspettava sicuramente di più da questo giovane guerriero cileno, troppo ruvido per fare il regista e non abbastanza rapido per fare la mezzala. Il potenziale sembra notevole ma c’è ancora tanto da lavorare e da crescere in entrambe le fasi.
Crimi n.g.: esordio da titolare alla prima contro la Lazio, poi sparisce dai radar. Da gennaio al Carpi.
Pulzetti n.g.: mai impiegato. Da gennaio al Cesena.
Zuculini n.g.: pochi minuti contro il Verona dopo il tremendo infortunio al ginocchio dello scorso anno, giusto il tempo per un paio di galoppate sulla fascia destra e per godersi il caloroso abbraccio del Dall’Ara.

ATTACCANTI

Giaccherini 7,5: in avvio di stagione sembra vittima di un maleficio, tra un infortunio muscolare e l’altro, poi inizia gradualmente a riprendersi e ad entrare in condizione, tornando a vestire i panni di Giaccherinho e di lì a poco anche la maglia azzurra. Semplicemente decisivo con 7 gol e numerosi guizzi da campione.
Brienza 7: se sei un professionista esemplare e nei piedi hai un grande talento puoi fare la differenza anche a 37 anni. Lui ci riesce ogni volta che viene schierato, da trequartista, da mezzala o addirittura da regista. Al suo attivo 3 gol, 5 assist e tante giocate da applausi.
Destro 7: l’arrivo in stazione tra due ali di folla, l’inizio sottotono, la risalita e i gol, 8 e tutti molto pesanti. Alla fine, proprio sul più bello, un infortunio che lo costringe a chiudere anzitempo la sua stagione e lo taglia fuori dalla corsa agli Europei. Il Bologna con Destro e quello senza Destro sembrano due mondi opposti.
Mounier 6: il migliore dei rossoblù nel periodo più nero, sotto la gestione Rossi, 4 reti, vari assist e tanto sacrificio sulla fascia. Poi, complice anche una preparazione atletica molto diversa dal resto della squadra, un calo vertiginoso che lo fa progressivamente arretrare nelle gerarchie e uscire di scena.
Floccari 6: acquistato come spalla o vice di Destro, si ritrova presto a doverlo sostituire al centro dell’attacco, lui che centravanti puro non è. Parte bene con un bel gol al Sassuolo, poi si perde un po’ e ricompare giusto in tempo per siglare la rete della salvezza contro il Genoa. Lodevole per impegno e sacrificio.
Falco 5,5: non sembra ancora pronto per un palcoscenico importante come quello della Serie A. Il mancino è di quelli educati ma spesso i dribbling e le finte sono troppi e non vanno a buon fine. Da gennaio al Cesena.
Acquafresca n.g.: un paio di presenze da titolare e qualche manciata di minuti senza lasciare il segno.
Mancosu n.g.: brillante avvio con gol alla Lazio, poi qualche altro spezzone anonimo. Da gennaio al Carpi.

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