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In Serie A si lotta su tutti i fronti, tranne che per lo scudetto

In Serie A si lotta su tutti i fronti, tranne che per lo scudetto

Addirittura 34 punti nelle prime 12 partite per la Juventus: record assoluto nella storia della Serie A a girone unico, con i bianconeri che provano ad andare in fuga già a novembre. In casa del Milan arriva un 2-0 senza appello targato Mandzukic-Cristiano Ronaldo (già 8 reti per il portoghese), ma soprattutto un’ottima reazione dopo il beffardo k.o. interno in Champions League contro il Manchester United del ‘nemico’ Mourinho. Allegri voleva risposte e le ha ottenute, immediate e confortanti, nella notte di San Siro. Solo il Napoli, per ora, resta in scia.
Partenopei in difficoltà nell’acquitrino di Marassi: da un lato le scorie europee, dall’altro un Genoa ostico. Ancelotti cambia qualcosa rispetto al PSG, inserendo i polacchi Zielinski e Milik, ma i due non rispondono presente all’appello. E allora, dopo l’intervallo, dentro Mertens e Fabian Ruiz. Lo spagnolo, in particolare, è l’uomo giusto al posto giusto: gioca tanti palloni, morde sulle caviglie degli avversari e segna il gol del pareggio. Alla fine il Napoli vince 2-1, anche con un pizzico di fortuna, e si conferma la squadra che ha guadagnato più punti da situazione di svantaggio, ben 10.
E l’Inter? Con appena 6 reti incassate, i nerazzurri vantavano la miglior difesa del torneo, ma in quel di Bergamo arriva un sonoro 4-1 che lascia i lividi e interrompe un autorevole filotto di 7 successi consecutivi. L’Atalanta domina sotto tutti i punti di vista, la gara viene preparata male da Spalletti e giocata peggio dai suoi uomini, con Handanovic unico a salvarsi nonostante il passivo. Sul versante opposto Gasperini, che sta riportando gli orobici sulla retta via dopo un inizio di stagione difficile, si conferma bestia nera e gongola.
Si rialza invece la Roma, superando con il medesimo punteggio la Sampdoria. Dzeko parte dalla panchina, ma ci pensano Schick (incredibile ma vero) ed El Shaarawy a trascinare i giallorossi. ‘Il Faraone’, autore di una pregevole doppietta, è per distacco il migliore in campo, e si candida a pieno titolo per una maglia da titolare. Di contro una Samp che, nonostante gli accorgimenti tattici di Giampaolo, continua a perdere (terza sconfitta consecutiva) e ad imbarcare acqua, lontana parente di quella solida e spettacolare di inizio stagione.
Momento non particolarmente brillante anche per la Fiorentina. Ancora una volta i viola vanno in vantaggio ma non riescono a chiudere i conti, raggiunti sull’1-1 a Frosinone grazie ad un bolide del giovane Pinamonti, e allora spazio ai malumori. Quello del ‘Cholito’ Simeone, che non segna più, quello di Chiesa, che si sta un po’ smarrendo, e quello di Pioli, finito nel mirino della critica. Non se la passa meglio il Torino di Mazzarri, piegato 2-1 all’Olimpico dal Parma della gazzella Gervinho, del rapace Inglese e dello stratega D’Aversa, una delle grandi rivelazioni di questo campionato. I gialloblù raggiungono proprio i granata al decimo posto, ma non sembrano volersi accontentare.
Poco più su c’è il già citato Milan, che dinnanzi alla capolista sognava la serata perfetta per continuare la scalata in classifica e avvicinarsi ai cugini interisti. I rossoneri, però, non riescono ad opporre resistenza alla Juventus, condannati anche dalla serata storta di Higuain. Rientrato giusto in tempo per la sfida ai suoi ex compagni, ‘El Pipita’ è l’osservato speciale ma non regge la pressione e sbaglia tutto: dal dischetto si fa ipnotizzare da Szczesny, mentre nel finale perde letteralmente la testa e viene espulso per proteste, complicando la vita a Gattuso in vista dei prossimi impegni.
In conclusione, la lotta salvezza. Inizia subito a funzionare la cura Iachini a Empoli: 2-1 rifilato all’Udinese per un successo che mancava dal 19 agosto. I friulani, invece, sono in caduta libera (5 sconfitte nelle ultime 6 giornate), e a farne le spese è il tecnico Velazquez, sostituito da Nicola. Detto di un Frosinone in crescita (quattro risultati utili di fila), la situazione più critica rimane quella del Chievo, che cancella il segno meno in classifica pareggiando 2-2 col Bologna ‒ anch’esso in difficoltà ‒ ma vede Ventura presentare le proprie dimissioni al termine del match. In tanti le avevamo pretese dopo Italia-Svezia, sono arrivate con diversi mesi di ritardo e dalla panchina sbagliata.

© Riproduzione Riservata – Disponibile anche in edicola sul mensile Bologna Rossoblù Magazine di novembre

Foto: Getty Images