La perfetta rincorsa verso il salto di qualità

La perfetta rincorsa verso il salto di qualità

Era difficile anche solo immaginare una conferenza stampa migliore di quella che si è tenuta ieri pomeriggio a Casteldebole. Certo, quando si è reduci da un decimo posto frutto di un’incredibile rimonta, l’allenatore è un condottiero di nome Sinisa Mihajlovic, la parola ‘salvezza’ sparisce quasi completamente dal vocabolario e la supervisione tecnica viene affidata ad un gigante del calcio come Walter Sabatini, è molto più facile esaltarsi. Ma al di là delle cornice di ritrovato entusiasmo e delle cose che sono state dette, spiegate, preannunciate, è il modo in cui il Bologna si è posto davanti ai giornalisti e alla piazza intera ad aver fornito un’ottima immagine del club.
Il giusto mix di piedi per terra, consapevolezza e ambizione, lasciando intendere di aver fatto tesoro degli errori commessi in passato ma senza mai rinnegarlo, bensì andando ad aprire una nuova fase in cui la squadra sarà chiamata a scalare ulteriori posizioni in classifica, mentre la società (inclusa la sua ramificazione nordamericana e le altre che potrebbero aggiungersi in futuro) a rappresentare sempre di più un modello virtuoso in ambito sia nazionale che internazionale. Il tutto nei giorni in cui l’Italia e l’Europa applaudono il Dall’Ara per lo spettacolo di pubblico e di efficienza fornito in occasione del match tra la nostra Under 21 e i pari età della Spagna.
Notevole e fondamentale anche la sintonia tra Sabatini e l’a.d. Claudio Fenucci, amici ancor prima che colleghi, l’uomo delle idee e l’uomo dei conti volendo sintetizzare al massimo, e non è un caso che già alla Roma i due abbiano lavorato in armonia e con grande profitto per tre anni. Belle e significative, infine, le parole spese da Sabatini (uno che non ama la piaggeria, come ha ribadito in un paio di passaggi) per Riccardo Bigon e Marco Di Vaio, a testimoniare l’armonia e la chiarezza dei ruoli che vigono all’interno dell’organigramma rossoblù. Parole, appunto, che dovranno affrontare la prova del tempo, ma se davvero il buongiorno si vede dal mattino allora è probabile che tutto filerà per il verso giusto.
Il patron Joey Saputo lo aveva detto a chiare lettere non più tardi di tre settimane fa: «È il momento del salto di qualità», e l’ingaggio dell’epicureo Walter (come lui stesso si è definito) appare come una rincorsa tangibile e perentoria verso un domani cui i risultati del campo andranno finalmente di pari passo con la crescita generale del club. Anzi, non domani ma oggi, subito, senza pretendere la luna o pensare che non ci saranno più ostacoli da superare, ma con la fondata convinzione che da qui in avanti il Bologna lotterà in maniera concreta per tornare a collocarsi là dove merita di stare. Lo dice la sua storia, «la punizione di Fogli che finisce nell’angolino, il taglio e la girata mancina di Nielsen»…

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