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Mattia Destro e Mario Balotelli in allenamento con la Nazionale

Magica Bologna, saresti pronta per far rinascere anche Super Mario?

C’era una volta Roberto Baggio, 30 anni, scaricato da Fabio Capello nell’estate del 1997, senza squadra e quasi fuori dal giro della Nazionale a dodici mesi esatti dai Mondiali di Francia. Poi, la mossa a sorpresa del presidente Giuseppe Gazzoni, il ‘Divin Codino’ a Bologna, dove tra un colpo di classe ed un battibecco con il tecnico Renzo Ulivieri supera il suo record di marcature stagionali (22 gol in 30 presenze) e riconquista la maglia azzurra, nel tripudio generale della città.
Subito dopo è il turno di Giuseppe Signori, anche lui trentenne, reduce da un’opaca stagione in prestito alla Sampdoria e da un delicato intervento di ernia del disco. Nel luglio del 1998 è ancora il numero uno rossoblù ad intervenire in soccorso di un fuoriclasse in difficoltà: Beppegol sbarca sotto le Due Torri e nell’arco di sei stagioni colleziona la bellezza di 178 presenze e 84 reti tra Serie A, Coppa Italia, Intertoto e Coppa Uefa, diventando l’idolo incontrastato del Dall’Ara.
I poteri taumaturgici dell’aria bolognese si riconfermano nell’agosto 2008, quando il Genoa cede al club dell’allora proprietario Renzo Menarini un irriconoscibile Marco Di Vaio, 32 anni, finito nel dimenticatoio di mister Gian Piero Gasperini e arrivato a Casteldebole come vice di Massimo Marazzina. Risultato? Quattro campionati da assoluto protagonista con 66 gol in 148 presenze, gran parte delle quali con la fascia da capitano al braccio, circondato dall’affetto e della stima dei tifosi.
La carrellata dei ‘risvegli calcistici’ prosegue con quello di Alberto Gilardino, prelevato nelle ultime ore di trattative ancora dal Genoa, disperato tentativo del presidente Albano Guaraldi di evitare il linciaggio dopo la cessione del gioiellino Gaston Ramirez. È l’agosto del 2012, e il Gila viene considerato quasi all’unanimità un giocatore finito, già a 30 anni. La sua risposta, sul campo, racconta di 13 gol decisivi nelle 37 gare disputate con la maglia rossoblù, tra un violino e una corsa sotto la Curva Bulgarelli.
Per concludere, Emanuele Giaccherini. Smarrito in quel di Sunderland tra infermeria e tribuna, sbarca a Bologna sul finire del mercato estivo 2015 tra la diffidenza generale, visti anche i suoi trascorsi nel Cesena e nella Juventus, ma in breve tempo ritrova se stesso e inizia ad illuminare la piazza felsinea. A fine stagione lo score di Giaccherinho racconta di 28 presenze e 7 reti, tutte decisive per la salvezza della squadra e per ritrovare un posto in Nazionale, convocato dal suo mentore Antonio Conte per gli Europei di Francia.
Arriviamo così alla giornata di oggi e alla suggestione (o forse alla possibilità) di vedere Balotelli vestito di rossoblù. Le caratteristiche del grande calciatore in cerca di riscatto e bisognoso d’aiuto ci sono tutte, e la giovane età di Super Mario è un ulteriore incentivo a tentare il colpaccio. La trattativa non sembra così complicata, considerando che il Liverpool, pur di disfarsene (dopo averlo pagato ben 20 milioni al Milan nel gennaio 2013), è disposto ad accollarsi oltre l’80% del suo maxi ingaggio, magari valutando l’ipotesi di un prestito con diritto di riscatto per una cifra inferiore ai 15 milioni.
Una scommessa, forse un rischio, sicuramente un’operazione molto affascinante per il club di Joey Saputo. Sia sul campo, visti i 95 gol segnati da Balotelli tra i professionisti e il suo indiscutibile talento, sia in termini di marketing, pensando a quante magliette con impresso il numero 45 verrebbero vendute. Un’occasione, l’ennesima, probabilmente la migliore possibile in questo momento della sua vita e della sua carriera, per il turbolento ragazzone classe 1990, che a Casteldebole ritroverebbe l’amico ed ex compagno di squadra ai tempi dell’Inter Primavera Mattia Destro, un altro potenziale campione che ha scelto il capoluogo emiliano per consacrarsi definitivamente sul palcoscenico della Serie A.
Vedremo se il Bologna, desideroso di vivacizzare un mercato fin qui interessante ma senza fuochi d’artificio, deciderà di tendergli la mano. Qualora dovesse accadere, non si tratterebbe di una missione impossibile: con un po’ di buona volontà da entrambe le parti, la storia dei grandi attaccanti rinati sotto le Due Torri potrebbe conoscere un nuovo emozionante capitolo.

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