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Dzemaili il leader, Verdi l'artista. Non è tutto da buttare questo 2016-2017

Napoli e Roma ad inseguire la solita Juve, il Bologna vola con Verdi e Krejci

La fotografia della Serie A 2016-2017 che compare davanti ai nostri occhi dopo la quinta giornata è molto simile a quella osservata al termine della scorsa stagione, quantomeno per quello che riguarda le posizioni di vertice. Nonostante i numerosi movimenti di mercato sia in entrata che in uscita, i più eclatanti la cessione di Pogba al Manchester United per circa 120 milioni e l’acquisto di Higuain dal Napoli per 94, lassù c’è sempre e comunque la Juventus, sconfitta a San Siro dall’Inter qualche giorno fa ma capace di rialzarsi subito rifilando un sonoro 4-0 al Cagliari. 12 punti per i ragazzi di Allegri, uno in meno per il Napoli, che ha vissuto l’ebbrezza del primo posto solo per pochi giorni, prima di essere fermato sullo 0-0 dal Genoa in trasferta. Gioca bene la squadra di Sarri, e anche questa non è una novità, ma per poter insidiare realmente i bianconeri avrà bisogno di quella parolina magica che nel nostro calcio è prerogativa, anzi, quasi un’esclusiva, di Buffon e compagni: continuità. Basteranno i gol del nuovo bomber Milik? Lo scopriremo strada facendo.
Sul terzo gradino del podio la Roma di Spalletti e Totti, Totti e Spalletti. Sì, sempre loro, i nemici-amici più chiacchierati del pallone italico, il numero 10 a regalare ancora giocate sopraffine alla soglia dei 40 anni e il mister toscano a costruire una mentalità vincente che non dipenda solo e soltanto dai colpi di genio e dal carisma del Pupone. La testa, ancora prima delle gambe e della tattica, perché i giallorossi spesso e volentieri divertono e strappano applausi, ma altrettanto spesso si sciolgono in un bicchier d’acqua, come avvenuto nel preliminare di Champions League contro il Porto. Discorso che può valere almeno in parte anche per l’Inter, quarta a pari merito con il solito sorprendente Chievo, passata in mani cinesi a livello societario e in mani olandesi, quelle di Frank De Boer, a livello tecnico. Se n’è andato Mancini, ed era nell’aria da tempo, ma nel contempo sono arrivati tanti giocatori importanti (Banega, Candreva, Gabriel Barbosa e João Mário solo per citarne alcuni) che hanno solo bisogno di essere amalgamati nel modo giusto e diventare un tutt’uno. Se la macchina nerazzurra funziona, il primo a goderne è ovviamente Icardi, già capocannoniere con 6 reti dopo un’estate passata a flirtare con il Napoli.
Detto del Chievo, che in fin dei conti non è più una sorpresa da anni, grazie all’ottimo lavoro dei dirigenti e ad un allenatore, Maran, tra i migliori in circolazione, in sesta posizione ecco la strana coppia MilanBologna. Due società agli antipodi: i rossoneri nel pieno della transizione dalla storico regno di Berlusconi ad una mega cordata cinese (sarà la volta buona?) e alla perenne ricerca di un’identità sul campo, arduo compito affidato a Montella, i rossoblù invece nelle solide mani di Joey Saputo da quasi due anni, lanciati in un processo di crescita graduale ma costante in tutte le aree. Gli uomini di Donadoni stanno mettendo in mostra un calcio propositivo e piacevole, specialmente al Dall’Ara, e la sensazione è che i margini di miglioramento dei tanti giovani presenti in rosa siano davvero ampi. Per informazioni chiedere a Krejci e Verdi, che mercoledì sera contro la Sampdoria hanno confezionato uno dei gol più belli nella storia del club. Se il buongiorno si vede dal mattino, all’ombra Due Torri si prospetta un campionato molto interessante.
Nella fascia centrale della graduatoria troviamo poi un folto gruppo composto da Genoa, Fiorentina, Lazio e Udinese, a 7 punti, appena più su di Sampdoria e Sassuolo, ferme a 6. Le due genovesi, con Juric e Giampaolo in panchina e gli organici come di consueto abbastanza stravolti dalle mosse di Preziosi e Ferrero, puntano a consolidarsi tra le prime dieci, mentre la Fiorentina di Paulo Sousa e la Lazio di Simone Inzaghi, confermato dopo l’incredibile voltafaccia di Bielsa, aspirano ad un piazzamento in zona europea. Proprio come il Sassuolo, che in Europa League già c’è e ha iniziato col botto, stritolando 3-0 i più quotati avversari dell’Athletic Bilbao. Peccato per il guaio fisico occorso a Berardi, fermo ai box ancora per qualche settimana, e soprattutto per aver regalato una vittoria a tavolino al Pescara a causa dell’errato tesseramento del nuovo acquisto Ragusa, ma i neroverdi dell’ottimo Di Francesco hanno tutte le carte in regola per continuare a stupire. In generale sarà una bella lotta, tenendo anche presente l’avvio zoppicante del Torino di Mihajlovic, orfano per diverse partite degli infortunati Belotti e Ljajic, che almeno sulla carta pare in grado di ripetere i fasti della gestione Ventura, diventato nel frattempo c.t. della Nazionale.
Per concludere, la zona calda. Dai 5 punti del Pescara (di cui solo 2 ottenuti sul campo) fino al fanalino di coda Crotone, bloccato a quota 1, le formazioni attualmente coinvolte nella corsa salvezza sembrano essere realmente le più pericolanti del lotto. I ragazzini terribili di Oddo si fanno apprezzare per idee e vivacità, ma peccano ancora troppo di inesperienza, stesso limite del Palermo, infarcito da Zamparini di giocatori stranieri anche talentuosi ma alle prime armi in un torneo terribilmente difficile come la Serie A. Il Cagliari, alle prese con un calendario piuttosto complicato in avvio, dovrebbe avere qualcosa in più delle contendenti in termini di qualità e profondità della rosa, oltre al fatto di poter contare su un goleador mai domo come Borriello, mentre l’Empoli, dopo aver salutato anche Giampaolo, sta provando a trovare la quadratura del cerchio con Martusciello: ancora una volta, molto dipenderà dall’estro di Saponara e dai guizzi del ‘vecchio’ Maccarone. E se il già citato Crotone dà l’impressione di essere davvero troppo debole per questo palcoscenico, la più grande delusione di queste prime giornate è senza dubbio l’Atalanta di Gasperini, già a rischio esonero. Al Genoa lo chiamavano ‘Gasperson’, accostandolo addirittura a Sir Alex Ferguson, ma lontano dalla Lanterna per il buon Gian Piero è sempre stato buio pesto.

© Riproduzione Riservata – Disponibile anche in edicola sul mensile Bologna Rossoblù Magazine di settembre