Se anche Dall'Ara fu fischiato...

Napoli-Juventus per il titolo, interessante la corsa europea. Il Bologna ripiomba nella mediocrità

Il Napoli si impone 2-0 sul campo del fanalino di coda Benevento, la Juventus spazza via il Sassuolo con un roboante 7-0: il duello per lo scudetto continua. Non ci sono più dubbi, ammesso che ci siano mai stati, saranno queste le squadre che da qui al 20 maggio si contenderanno il tricolore. A gennaio i bianconeri, nonostante qualche infortunio di troppo, hanno preferito non intervenire sul mercato, mentre gli azzurri sono rimasti con un pugno di mosche in mano, e sarà quindi interessante vedere quanto gli impegni europei degli uomini di Allegri (ottavi di Champions League contro il Tottenham) e Sarri (sfida al Lipsia nei sedicesimi di Europa League) andranno ad incidere sul rendimento in campionato.
Terzo posto pienamente meritato per la Lazio, non ancora pronta per ambire al titolo ma capace di giocare un calcio sontuoso, trascinata dai gol di Immobile, dalla classe di Luis Alberto e dallo strapotere fisico di Milinkovic-Savic. Appena sotto i biancocelesti del giovane maestro Simone Inzaghi c’è l’Inter, in caduta libera dopo un girone d’andata assolutamente positivo, e a ridosso dei nerazzurri la Roma, troppo altalenante per ambire a qualcosa di più di un piazzamento Champions, dove peraltro sarà chiamata ad affrontare lo Shaktar Donetsk dopo aver superato un girone di ferro con Chelsea e Atletico Madrid.
Interessante anche la corsa all’Europa League, con la sorprendente Sampdoria di Giampaolo tallonata dalla solita vivacissima Atalanta e dal Milan, che sotto la gestione di Gattuso sta dando qualche interessante segnale di risveglio. Leggermente più staccate l’Udinese, che ha beneficiato e non poco dell’avvicendamento in panchina tra Delneri e Oddo, il Torino, per cui vale lo stesso discorso dei friulani dopo l’arrivo di Mazzarri in luogo di Mihajlovic, e la Fiorentina, che tra alti e bassi sta comunque riuscendo a costruirsi una stagione decorosa.
Dovessimo dividere la Serie A in soli due tronconi, la linea di confine dovrebbe essere tracciata proprio qui,  in prossimità dell’undicesima posizione. Sì, perché ‘grazie’ alla sconfitta rimediata nel derby dell’Appennino contro i viola (la dodicesima in totale, la sesta al Dall’Ara), il Bologna dell’intoccabile Donadoni ha perso ulteriore terreno dalla parte sinistra della classifica, finendo nel solito limbo di mediocrità nel quale peraltro abita da tre anni. Nei paraggi dei rossoblù il Cagliari, che sembra avere tutte le carte in regola per non finire mai in affanno, il Genoa, rivitalizzato dall’ennesima cura Ballardini, poi Chievo e Sassuolo, alle prese con diversi problemi ma forse non tali per poterle definire davvero pericolanti.
L’ultimo slot salvifico lo occupa al momento il Crotone, passato nelle mani di Zenga dopo le dimissioni di Nicola, e nonostante la linea del traguardo sia molto lontana c’è la sensazione che i calabresi possano riuscire a ripetere l’impresa del 2017. A farne le spese sarebbero la Spal, uscita comunque rinforzata dalla sessione invernale di trattative, il Verona, che dopo ogni bufera ha sempre scelto di confermare la fiducia a Pecchia, e il già citato Benevento, che nonostante due innesti di nome e spessore come Sandro e Bacary Sagna si ritrova già con un piede e mezzo in cadetteria. In caso di salvezza dei campani non si dovrebbe parlare di impresa, ma di vero e proprio miracolo.

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