Donsah-Torino non si fa, l'agente del ghanese:

Non c’è spazio per i brindisi, bisogna continuare a crescere

Sono passati ormai due giorni, ma la gioia e la soddisfazione per il rotondo successo ottenuto dai rossoblù contro l’Udinese si fanno ancora sentire. Solo da un lato, certo, perché dall’altro continua ad aumentare il rimpianto per non aver assistito più spesso a prestazioni del genere, specialmente in casa. Già, perché fra le mura amiche del Dall’Ara il Bologna di Joey Saputo ha racimolato ben 17 sconfitte, 9 nello scorso campionato di Serie A e 8 in quello attuale, ed è forse questo il dato che più stona (e fa storcere il naso ai tifosi) se accostato alle ambizioni, alle possibilità e allo stile della nuova proprietà.
La scorsa settimana avevo espresso la mia opinione parlando di una mentalità da cambiare rapidamente, cercando di accontentarsi di meno e di pretendere di più, nei limiti del possibile, soprattutto da chi va in campo. Ebbene, a tal proposito mi ha fatto piacere ascoltare le parole di Roberto Donadoni al termine del match di domenica: «Una vittoria come quella di oggi dovrebbe essere la normalità». Ora, nessuno pretende un 4-0 ogni weekend, ma ad una grande piazza e ad un grande presidente deve corrispondere una squadra all’altezza, se non nei nomi altisonanti (quelli arriveranno col tempo se il progetto si svilupperà nel modo migliore) quantomeno nell’atteggiamento. Si tratta di qualcosa che viene ancora prima della tattica e del gioco, è la voglia di onorare a pieno la maglia che si indossa, a maggior ragione nel proprio stadio.
È così che si inizia a costruire una mentalità vincente, è così che si spaventano le altre squadre, è così che si trasforma il Dall’Ara in un fortino, magari non ancora inespugnabile ma di certo non più terra di facili conquiste. Il futuro è adesso, sta nel lavoro quotidiano, sta in ogni piccolo o grande passo in avanti fatto da tutto l’ambiente per andarsi a prendere qualcosa davanti a sé, senza guardarsi troppo alle spalle. Perché salvarsi con grande serenità va benissimo, specialmente ripensando alle condizioni in cui versava il club fino a due anni fa, ma il vero obiettivo è quello di crescere e migliorare in maniera costante, soprattutto in termini di fiducia, consapevolezza della propria forza e coraggio. A quel punto le vittorie e una classifica più bella saranno solo la logica conseguenza.
Intanto, guardando al presente, restano quattro partite da affrontare con il coltello tra i denti e con un Mattia Destro finalmente ritrovato. Per cominciare, l’insidiosa trasferta al Castellani di Empoli, dove non si potranno fare sconti anche per non minare la regolarità della lotta salvezza fra i toscani, il Crotone e il Genoa, in caduta libera. Bando quindi alle infradito e ai brindisi, per riportare in alto i colori rossoblù ogni momento è quello buono, ogni sfida è quella buona: di occasioni e di punti ne sono già stati persi fin troppi.

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