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Non ci resta che vincere

Non ci resta che vincere

Una settimana di mugugni, polemiche, striscioni, comunicati e minacce si sta addirittura concludendo con alcune voci che vorrebbero Joey Saputo molto pensieroso circa la sua permanenza a capo del Bologna. La realtà, però, è che il magnate canadese non ha nessuna intenzione di abbandonare la nave, men che meno nel periodo più difficile da quando ne ha preso tra le mani il timone. Anzi, stando alle parole riportate nella tanto discussa nota diffusa ieri pomeriggio, il patron e la dirigenza rossoblù sono finalmente pronti a presentare alla città il progetto di riqualificazione del Dall’Ara (accadrà verosimilmente nel mese di gennaio), non prima di aver però rinforzato l’organico a disposizione di Pippo Inzaghi con almeno tre giocatori di buon valore.
Tuttavia, la certezza di avere ‒ tra qualche anno ‒ uno stadio all’avanguardia e il possibile ottimismo dettato da un mercato corposo (i rumors vanno in questa direzione), non possono bastare a far tornare immediatamente il sereno, perché da qui a fine dicembre c’è da sistemare una classifica che per fortuna, grazie ai risultati maturati nel corso del weekend, potrebbe assumere un aspetto assai più confortante in caso di successo dei felsinei sul Milan. Una piccola quiete dopo la tempesta, una boccata d’ossigeno dopo essere sprofondati nelle sabbie mobili.
Il Milan, appunto, un altro club che non se la sta passando benissimo, sia dentro che fuori dal campo. A Rino Gattuso, sbattuto fuori dall’Europa League giovedì scorso, resta solo l’obiettivo quarto posto per blindare la propria panchina, ma mai come martedì sera il Bologna dovrà svestire i paciosi panni della crocerossima per indossare una rigida armatura medievale. Fondamentale la grinta, certo, ma ancor di più la lucidità, perché partite del genere si vincono con le gambe e con gli attributi, ma anche e soprattutto con la testa. Si vincono, esatto, inutile crogiolarsi nella prudenza e nella scaramanzia, bisognerà affrontare i rossoneri con quel solo e unico obiettivo. Le insoddisfazioni e le retrocessioni si evitano a forza di tre punti, non con i pareggini.

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