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Potremmo ritornare: il 2016 del Bologna

«Per favore, ricordiamoglielo al mondo chi eravamo e che potremmo ritornare». Una frase che negli ultimi giorni stiamo ascoltando spesso in radio, complice il successo del nuovo singolo di Tiziano Ferro. Una frase che tra le sue sillabe racchiude perfettamente il 2016 del Bologna, un altro anno di transizione, dodici mesi abbastanza tranquilli ma non proprio esaltanti. Non bisogna mai dimenticarsi che grazie al cuore e al denaro del patron Joey Saputo ora siamo qualcosa, quando invece avremmo potuto non essere più nulla, ma qualche volta la riconoscenza e la pazienza fanno a pugni con quell’aura di mediocrità e rassegnazione che sembra ancora avvolgere il cielo sopra il Dall’Ara.
In realtà la delusione di una domenica non può offuscare la speranza o forse già la certezza di un domani migliore, fatto di acquisti importanti, di vittorie prestigiose e di viaggi in Europa, ma è come se per la definitiva liberazione dai demoni del recente passato mancasse ancora qualcosa, forse un urlo capace di cancellare per sempre ogni condizionale ed emettere una sentenza. Per effettuare quel famoso salto di qualità e spiccare il volo è necessario che tutti, dai giocatori ai giornalisti, dall’allenatore ai dirigenti, dal presidente ai tifosi, non smettano mai, neanche per un secondo, di ricordare al mondo intero quanto vale e cosa rappresenta questo club. Per far sì che quel ‘potremmo’ si trasformi finalmente in un cielo senza nubi: ritorneremo!

GIORNATE DA DIMENTICARE:

12 marzo Durante il match contro l’Inter, perso per 2-1 dal Bologna al Meazza, Mattia Destro viene colpito da un pestone del difensore Miranda e riporta la frattura scomposta della falange prossimale del terzo dito del piede destro. I tempi di recupero stimati parlano di circa un mese e mezzo lontano dai campi, ma complice un’errata terapia la sua assenza si protrae fino ad agosto. La squadra, senza il suo bomber, non sarà più la stessa, così come il tono muscolare del ragazzo, che dal giorno del suo rientro si fermerà altre due volte.

19 aprile – Il Bologna di Roberto Donadoni, con appena quattro punti conquistati nelle otto gare precedenti, si presenta a Napoli per provare a rialzare la testa e chiudere ogni discorso relativo alla salvezza. Al San Paolo va però in scena una sorta di psicodramma, con i rossoblù che non entrano mai in partita e vengono travolti dalle reti di Mertens (tripletta), Gabbiadini (doppietta) e David Lopez: 6-0! La squadra riuscirà comunque a reagire nel turno successivo, sconfiggendo 2-0 il Genoa al Dall’Ara a garantendosi la permanenza in Serie A.

21 maggio Dopo appena sedici mesi e venti giorni, le strade di Pantaleo Corvino e del Bologna si dividono. Settimane di voci, facce imbronciate e trattative in quel di Casteldebole, poi l’accordo per il divorzio trovato con il patron Joey Saputo, tra motivazioni di facciata e verità più profonde. Al di là dei giudizi sul suo operato come direttore dell’area tecnica, resta il rammarico per la spaccatura creatasi all’interno della dirigenza e per il prematuro addio di una delle figure cardine del nuovo corso rossoblù.

10 luglio – Amadou Diawara, ai ferri corti con il Bologna e desideroso di cambiare aria, non si presenta alla partenza per il ritiro di Castelrotto e sparisce dalla circolazione. È l’inizio di una stucchevole telenovela che proseguirà per tutta l’estate, tra frecciate, trattative, certificati medici e minacce di cause legali. La guerra a distanza tra il club e il giocatore, assistito dall’avvocato Daniele Piraino, si concluderà solamente il 26 agosto con il passaggio ufficiale del guineano al Napoli per circa quindici milioni pagabili in tre anni.

28 agosto – Un secco 2-0 al Trapani in Coppa Italia, la vittoria di misura ma ampiamente meritata sul Crotone, poi il Bologna va a Torino per il primo test davvero probante della stagione. Il risultato è una sconfitta senza appello, con i granata di Sinisa Mihajlovic che si impongono per 5-1 grazie alla tripletta di Belotti e ai gol di Martinez e Baselli. La situazione in casa rossoblù peggiorerà ulteriormente tre giorni dopo, quando Antonio Mirante verrà ricoverato per un malore e non potrà più disputare partite ufficiali fino a novembre inoltrato.

29 ottobre – Nono minuto di Bologna-Fiorentina, Borja Valero interviene in maniera scomposta su Simone Verdi e la caviglia destra del fantasista si gira male. La diagnosi è impietosa: distorsione con distacco dell’apice del malleolo mediale, intervento chirurgico e stop di tre mesi. Con il miglior giocatore costretto in infermeria la luce dei rossoblù, che fino a quel momento avevano gettato alle ortiche molti punti ma proposto un calcio divertente, si spegne quasi del tutto, e anche la stagione prende una brutta piega.

6 novembre – I felsinei, che non vincono dal 21 settembre, sono di scena all’Olimpico, dove vengono travolti 3-0 dalla Roma. Tripletta di Salah, una marea di occasioni sciupate dai padroni di casa e la pessima sensazione di avere a che fare con una squadra scarica e senza idee, oltre che falcidiata dagli infortuni. Fortunatamente, una settimana più tardi, arriverà il pronto riscatto fra le mura amiche contro il derelitto Palermo di Roberto De Zerbi, regolato 3-1 da Destro, Dzemaili e Viviani dopo l’iniziale vantaggio firmato Nestorovski.

Non possono invece essere dimenticati tutti i componenti della grande famiglia rossoblù che ci hanno lasciato nel corso del 2016, dal presidente Gino Corioni ai giocatori Steve Gohouri, Paolo List e Carlo Matteucci, fino allo storico accompagnatore delle squadre giovanili Ermenegildo Zuppiroli. Per ognuno di loro vola verso il cielo un pensiero carico d’affetto e riconoscenza.

GIORNATE DA RICORDARE:

6 gennaio – Il Bologna, dopo l’avvicendamento in panchina tra Delio Rossi e Roberto Donadoni del 28 ottobre 2015, sta vivendo il miglior momento della sua stagione, e al ritorno in campo dopo la sosta natalizia fa visita al Milan a San Siro. I rossoblù soffrono, stringono i denti, vengono salvati in più di un’occasione dalle parate di uno strepitoso Mirante e nel finale colpiscono in contropiede con Giaccherini, anche lui in stato di grazia, portandosi a casa tre punti prestigiosi e pesanti come un macigno.

24 gennaio La più bella prestazione dell’anno è quella che i rossoblù offrono al Mapei Stadium di Reggio Emilia, dove il lanciatissimo Sassuolo di Eusebio Di Francesco cade sotto i colpi di Giaccherini e Floccari. Quella impartita dal Bologna ai padroni di casa è una vera e propria lezione di calcio, con il passivo che tra occasioni sprecate e miracoli di Consigli potrebbe essere molto più ampio. È la quinta vittoria nelle ultime sei trasferte, per la gioia dei tremila fedelissimi tifosi giunti al seguito della squadra.

19 febbraio – La Juventus schiacciasassi di Massimiliano Allegri arriva al Dall’Ara dopo quindici vittorie di fila, e il Bologna sembra soltanto un gradino in più sulla scala che conduce all’ennesimo scudetto. Niente di tutto questo, perché Gastaldello e compagni sfoderano una prestazione da applausi per grinta e organizzazione, in particolare sul piano difensivo, e costringono i bianconeri allo 0-0. Lo stadio esplode in un fragoroso boato, e la voce dei tanti tifosi ospiti presenti viene eclissata dalla colossale esultanza del popolo di fede rossoblù.

7 maggio – In occasione di Bologna-Milan la Curva Bulgarelli propone una delle più belle coreografie nella storia del Dall’Ara: enorme telone rossoblù raffigurante i simboli della città felsinea e corredato dalla scritta ‘Bolognesi siamo noi’. Lo spettacolo è talmente affascinante da far passare in secondo piano la sconfitta di misura rimediata dalla squadra sul campo. A fine partita Joey Saputo si reca personalmente a ringraziare i tifosi e viene omaggiato con una serie di cori e un ideale abbraccio pieno di affetto e riconoscenza.

10 settembre – Dopo settimane di riunioni, sopralluoghi, analisi e valutazioni, la Soprintendenza di Bologna esprime parere favorevole al progetto preliminare per la riqualificazione dello stadio Dall’Ara, seppure con alcune prescrizioni da recepire nelle fasi successive. Il 23 settembre, al termine di un incontro tra il presidente Joey Saputo e il sindaco Virginio Merola, viene poi costituito ufficialmente un gruppo di lavoro fra Comune e Bologna FC 1909 per istruire gli aspetti urbanistici, giuridici ed economico-finanziari del progetto.

21 settembre – Il Bologna regola con un secco 2-0 la Sampdoria e Simone Verdi, allo scadere del primo tempo sotto la Curva San Luca, segna uno dei gol più belli mai visti dalle parti del Dall’Ara: cross al bacio dalla sinistra di Krejci e cannonata al volo di destro all’incrocio dei pali del fantasista, che si traveste da Marco Van Basten e tira letteralmente giù sia la porta che lo stadio. Coefficiente di difficoltà elevatissimo per un gesto tecnico da guardare e riguardare all’infinito, una gemma, un meraviglioso spot per il calcio.

13 dicembre – Il Bologna comunica ufficialmente di aver acquisito dalla Galotti SpA il centro tecnico Niccolò Galli di Casteldebole, confermando che i nuovi campi d’allenamento saranno pronti a gennaio 2017, mentre il nuovo edificio riservato all’area tecnica sarà ultimato entro la metà di febbraio. I rossoblù si uniscono così alla ristretta cerchia dei club italiani (Atalanta, Catania, Empoli, Juventus, Milan, Novara, Roma e Vicenza) con un centro tecnico di proprietà capace di riunire sotto lo stesso tetto sia la Prima Squadra che le giovanili.

A tutti voi, cari amici e amiche rossoblù, l’augurio di un 2017 pieno di vittorie e di soddisfazioni, di gol e di esultanze, di sorrisi e di abbracci. Un altro anno traboccante di orgoglio e di passione per i nostri meravigliosi colori, come è sempre stato e come sempre sarà. Forza Bologna!

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