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Di Vaio:

Promozione e salvezza, obiettivi centrati. Ma il bello viene adesso

Una sofferenza tremenda all’inizio, con appena due vittorie nelle prime dieci giornate. Qualche figuraccia di troppo alla fine, come le sconfitte interne contro Verona e Torino e la goleada subita a Napoli. Nel mezzo, però, ci siamo anche divertiti, con un’esaltante rimonta di quattro mesi fatta di bel gioco e soddisfazioni. In generale, la salvezza conquistata ieri dal Bologna grazie allo 0-0 di Empoli è pienamente meritata. L’obiettivo dichiarato a inizio stagione dalla società è stato raggiunto matematicamente con due giornate d’anticipo, nonostante le statistiche maturate da agosto a novembre suonassero come una condanna, nonostante un cambio d’allenatore tardivo e un divorzio (non ancora ufficiale ma ormai scontato) dal responsabile dell’area tecnica piuttosto doloroso.
La nave, comunque, è stata condotta in porto, e adesso è finalmente arrivato il momento di guardare al futuro e programmare con serenità, ripartendo da basi importanti. La società, grazie agli interventi del patron Saputo e al buon lavoro svolto dalla dirigenza, è sana e senza debiti, ha riguadagnato credibilità agli occhi dei tifosi e delle istituzioni e viene seguita con attenzione anche a livello nazionale. La squadra, per effettuare un ulteriore balzo in avanti e inserirsi stabilmente tra le prime dieci in classifica, non dovrà essere ricostruita come la scorsa estate ma soltanto ritoccata, con Donadoni che potrà lavorare su un organico in larga parte già formato fin dal ritiro precampionato. Senza dimenticare gli accordi di sponsorizzazione, le tante iniziative di comunicazione e marketing, la futura ristrutturazione dello stadio Dall’Ara e l’ampliamento del centro sportivo di Casteldebole, tutti progetti finalizzati a garantire al club una solidità economica e un appeal sempre maggiore.
È quindi normale che il popolo rossoblù, passato nel giro di neanche due anni dall’incubo al sogno, dalla miseria alla ricchezza, si aspetti una crescita costante sia sul campo che fuori, un domani fatto non più di rinunce ma semmai di sfizi. Dalla mediocrità all’eccellenza, insomma, un passo per volta. A tal proposito, suonano dolci le dichiarazioni rilasciate questo pomeriggio a Radio Bruno dal club manager Marco Di Vaio: «Per migliorare la squadra attuale, se mi venisse chiesto un parere dal prossimo direttore sportivo, direi che si dovrebbero ingaggiare quattro-cinque titolari di buon livello». E ancora: «Non è affatto necessario vendere giocatori per fare il mercato, non ci sono debiti da coprire. Si vedrà come si svilupperà questa sessione, le variabili sono tante, ma escludo che si debba assolutamente vendere qualcuno. E se lo si dovesse fare sarà davanti a offerte molto pesanti per poi reinvestire i soldi sul mercato. Di sicuro non si cede uno come Diawara per otto-dieci milioni».
Della serie, non verranno fatte follie ma i tempi di Guaraldi sono finiti, salvo offerte davvero indecenti. La speranza sempre più concreta è che gli elementi di qualità presenti in rosa, dai giovani come lo stesso Diawara e Masina ai più esperti come Giaccherini, continuino a vestire la maglia rossoblù per riportare in alto il club, anno dopo anno. Non si pretende subito l’assalto all’Europa o l’acquisto di un pezzo da novanta, ma quantomeno un segnale di forza nei confronti di tutte quelle società, le cosiddette ‘grandi’, che fino a qualche stagione fa consideravano il Bologna un supermercato o, nella migliore delle ipotesi, una succursale. Qui c’è un progetto ambizioso e attorno ad esso un entusiasmo da alimentare con le giuste mosse, cercando di sbagliare il meno possibile. Promozione e salvezza, i primi due traguardi sono stati raggiunti, ma all’orizzonte sta già prendendo forma la prossima meta.

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