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Quasi un anno di lavoro per portare Skov Olsen al Bologna, operazione da grande club

Quasi un anno di lavoro per portare Skov Olsen al Bologna, operazione da grande club

Ieri mattina lo abbiamo visto varcare per la prima volta l’ingresso dell’Isokinetic, dove poco dopo si è sottoposto alle consuete visite mediche antecedenti la firma di un nuovo contratto. Un gesto semplice e rapido, dietro al quale si nasconde però un lavoro tutt’altro che facile e piuttosto lungo. È infatti l’ottobre del 2018 quando il Bologna entra in contatto con l’entourage di Andreas Skov Olsen, esterno offensivo del Nordsjaelland appetito da mezza Europa. Il talentino di Hillerød, in scadenza nel 2020, sta già pensando al proprio futuro, e insieme al padre mette subito in chiaro che la sua decisione sarà dettata da motivazioni tecniche e ambientali più che economiche. A quel punto i rossoblù capiscono di potersela giocare, nonostante la concorrenza di società come Bayern Monaco, Porto e Valencia, oltre alle italiane Atalanta, Lazio e Sampdoria.
Un altro incontro col procuratore a dicembre, un altro ancora nel capoluogo emiliano con anche il papà, reduce da un viaggio in Spagna (inizialmente la meta preferita) che non lo ha soddisfatto a pieno, mentre cominciano a farsi sotto pure le big olandesi. Protagonista Marco Di Vaio, club manager e responsabile scouting della zona europea, che dopo aver visionato dal vivo svariate volte il ragazzo insieme a Mattia Baldini, relazionando di volta in volta il d.s. Riccardo Bigon, ‘prende per mano’ il genitore e lo conduce alla scoperta del Bologna e di Bologna: dal centro tecnico Niccolò Galli allo stesso Isokinetic, dallo stadio Dall’Ara fino a piazza Maggiore e alle Due Torri, e Skov Olsen senior si innamora. Di lì a poco dovrebbe recarsi in Olanda, ma ‒ da quanto ci risulta ‒ non ci andrà mai, avendo capito di aver già trovato il posto ideale per la crescita umana e professionale di suo figlio.
Nel frattempo a Casteldebole arriva Walter Sabatini, e neanche a farlo apposta uno dei primi nomi che sottopone a Bigon e Di Vaio per l’attacco felsineo è proprio quello del 19enne danese. Tra i dirigenti, insomma, c’è piena sintonia, e allora l’assalto finale può partire. Le manovre diplomatiche vengono completate durante l’Europeo Under 21, ammirando il classe 1999 all’opera con la maglia della Danimarca e gettando le basi dell’accordo con il suo agente. Il resto è storia nota, il coronamento di un’operazione impeccabile partita da lontano: 6 milioni di euro versati nelle casse del Nordsjaelland dal presidente Joey Saputo per piazzare un colpo che, in attesa del nero su bianco e dell’ufficialità, certifica ulteriormente lo sviluppo in termini di solidità, organizzazione e appeal di un club che vuole tornare ad essere grande e sta lavorando sodo per riuscirci.

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