Rush finale con poche emozioni, si lotta solo per Europa League e secondo posto

L’aritmetica non ha ancora emesso alcuna sentenza ma la sensazione sempre più forte, quando mancano appena nove giornate alla fine del campionato, è che si possa ancora lottare solo per un paio di obiettivi: il secondo posto e l’Europa League. Troppo forte e troppo abituata a vincere la Juventus di Allegri, che con otto lunghezze di vantaggio sulla Roma può permettersi di pensare quasi esclusivamente alla Champions, dove se la vedrà con il Barcellona di Messi, Suarez e Neymar nei quarti di finale.
Il secondo posto, dicevamo, e qui entra in gioco il Napoli, che di recente ha visto svanire i propri sogni di gloria continentali sotto i colpi di Sergio Ramos e del Real Madrid. 65 punti per gli uomini di Spalletti, 63 per quelli di Sarri, e un duello che pare destinato a durare fino a maggio. Il premio di consolazione è la Coppa Italia, ma anche in questo caso giallorossi e azzurri hanno pochi motivi per sorridere, avendo perso in maniera netta le semifinali d’andata rispettivamente contro la Lazio, nel derby capitolino, e la stessa Juventus.
A proposito di Lazio, non si può non celebrare la grande annata della squadra di Inzaghi, attualmente quarta e in costante crescita. Subito sotto, ad occupare gli altri due posti utili per qualificarsi alla prossima Europa League, ci sono Inter e Atalanta, quest’ultima sempre meno favola e sempre più straordinaria realtà del nostro calcio. Resta in corsa anche il Milan, alle prese da tempo immemore con un passaggio di proprietà che sta ormai assumendo contorni farseschi, più staccata invece la Fiorentina, intrappolata in una stagione piena di passi falsi nei momenti decisivi.
Intanto Sampdoria e Torino, partite con altre ambizioni, specialmente i granata, devono accontentarsi di stazionare nella cosiddetta parte sinistra della classifica. E se Giampaolo tutto sommato può sorridere, soprattutto grazie ai guizzi di Muriel e Quagliarella, il discorso è ben diverso per Mihajlovic, a cui il presidente Cairo aveva fornito una rosa di ottimo livello, con l’intento neanche troppo velato di conquistare un piazzamento fra le prime sei della classe. Insomma, un piccolo fallimento.
Scendendo ancora un po’ nella graduatoria troviamo un gruppone che parte dai 38 punti del Chievo e arriva fino ai 29 del Genoa. Lì nella mischia c’è anche il Bologna, che dopo quattro sconfitte e un pareggio in cinque match è tornato a vedere la luce con due successi di fila: 1-0 sul Sassuolo in trasferta, 4-1 contro i gialloblù di Maran al Dall’Ara. Ossigeno prezioso in vista del rush finale, che partirà dopo la sosta per gli impegni della Nazionali, quando i ragazzi di Donadoni saranno chiamati a vivacizzare in extremis un campionato tranquillo ma tutt’altro che esaltante.
Infine, la lotta salvezza. Anzi no, nessuna lotta, perché le ostilità non sono mai realmente iniziate: troppo deboli Palermo, Crotone e Pescara, persino per questa mediocre Serie A. E allora anche l’Empoli, in caduta libera da diverse settimane, può dormire sonni tranquilli e non preoccuparsi più di tanto. Salvo miracoli ad oggi impronosticabili, la sfida con i rosanero al Barbera nell’ultimo turno non sarò un duello rusticano per evitare la retrocessione, ma solo l’ennesima amichevole fra due formazioni senza più nulla da chiedere.

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