Il direttore sportivo della Roma Walter Sabatini

Sabatini-Bologna, un’amicizia che ora deve fruttare qualcosa

Lo scorso maggio sembrava dovesse diventare il nuovo direttore sportivo del Bologna, in sostituzione di Pantaleo Corvino. Poi, tra contatti, attestati di stima e problematiche di vario tipo, non se ne fece più nulla. Da quel momento in avanti una marea di voci, diversi nomi di giocatori della Roma accostati ai rossoblù, e soprattutto un dialogo costante con argomento principale il futuro di Amadou Diawara. Una sola certezza: il rapporto di amicizia e stima che da anni lega Walter Sabatini all’amministratore delegato del club felsineo Claudio Fenucci.
Ora però il tempo inizia a stringere e non c’è più spazio per le belle parole e le pacche sulle spalle. Juan Iturbe interessava e non poco al Bologna, ma mentre Adem Ljajic e Iago Falque sono stati rapidamente ceduti al Torino, l’esterno d’attacco argentino è stato trattenuto per settimane alla corte di Luciano Spalletti prima della sentenza definitiva: non è adatto per il gioco dei giallorossi (ci hanno messo giusto un po’ a capirlo). Nel frattempo, pare che ogni giorno sia quello buono per chiudere l’operazione che porterebbe il giovane bomber nigeriano Umar Sadiq sotto le Due Torri, un ritornello che prosegue imperterrito ormai da giugno. Nel dubbio, la Roma si è incontrata anche con Atalanta e Crotone, e viste le ottime prestazioni del ragazzo con la sua Nazionale alle Olimpiadi di Rio non sembra troppo propensa ad accettare la formula del prestito con diritto di riscatto.
Per concludere, il già citato (anche troppo, fino allo sfinimento) Amadou Diawara, che per restare in tema capitolino sta facendo la fine della sora Camilla. Ancora una volta, è difficile capire cosa frulli nella mente di mister Spalletti: prima Paredes è una sorta di reietto e allora lì nel mezzo urge Diawara, poi Paredes è troppo importante e allora meglio bloccare la trattativa per Diawara, alla fine Paredes va bene con Iturbe fuori da Trigoria, meglio cederlo al miglior offerente (sempre che esista) e comprare Diawara. Un discreto caos. Come a Napoli, dove Aurelio De Laurentiis prima offre circa 17 milioni per il regista guineano ma poi si rende conto di essere troppo affezionato al pari ruolo Mirko Valdifiori (pupillo del presidente ma non del tecnico Maurizio Sarri, che lo aveva allenato a Empoli) e all’improvviso fa marcia indietro.
Ora qualcuno mi potrebbe dire: “Non ti agitare, mancano ancora ventidue giorni al termine del mercato, stai tranquillo”. Il signor Tranquillo però, come noto, è morto di una morte orrenda, e allora se questa storia di amicizia deve avere un lieto fine sarebbe il caso di iniziare a scriverlo una volta per tutte. Ora sul tavolo c’è un’offerta da 15 milioni, 5 subito e 10 come obbligo di riscatto tra un anno: vista la situazione grottesca e imbarazzante, prendere e non dimenticarsi di ringraziare. Per il bene dello stesso Bologna, che effettuerebbe una plusvalenza notevole (seppure in due tranche), e della Roma, che rinforzerebbe il suo organico con uno dei centrocampisti più promettenti in circolazione (seppure con un caratterino tutto pepe).
Aristotele sosteneva che “l’amicizia è un frutto che matura lentamente”, ed è difficile contraddire uno dei più grandi pensatori nella storia dell’umanità, ma a tutto c’è un limite. In questo caso è il 31 di agosto, magari anche un po’ prima, perché i buoni giocatori non crescono sugli alberi ma c’è bisogno di tempo per andare ad acquistarli.

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