Mounier in prestito all'Atalanta, domani visite mediche e firma

Salvezza tranquilla e Coppa Italia emozionante, perché non provarci?

Eliminati al quarto turno dal Siena nella stagione 2013-2014, sbattuti fuori al secondo turno da L’Aquila nel 2014-2015, umiliati dal Pavia al terzo turno nel 2015-2016. Per ritrovare un Bologna quantomeno dignitoso in Coppa Italia bisogna tornare indietro fino al 2012-2013, quando la squadra guidata da Stefano Pioli si arrese 3-2 all’Inter nei quarti di finale, per di più ai supplementari. Abbastanza bene anche l’anno prima, fuori negli ottavi ma contro la Juventus (sempre ai supplementari), poi tante altre figurine e figurette, nulla di neanche lontanamente paragonabile alla splendida cavalcata del 1998-1999, parallela a quella in Coppa UEFA, con i ragazzi di Carlo Mazzone defraudati di un posto nella finalissima al termine di un incredibile doppio confronto con la Fiorentina (0-2 al Dall’Ara, 2-2 dopo 120 minuti al Franchi). Insomma, la TIM Cup, come viene chiamata ora, sarà pure una competizione strutturata male e poco attraente, ma può comunque tornare utile per vari motivi. E va onorata fino in fondo.
In primis, i giocatori meno utilizzati possono trovare un po’ di spazio, dare sfogo alla propria voglia di campo e mettere in difficoltà l’allenatore in vista del campionato. E a proposito di campionato, una vittoria come ad esempio quella ottenuta ieri dal Bologna sul Verona può rivelarsi molto preziosa sul piano psicologico, sia per lo spogliatoio che per la piazza, in un momento di piattume generale. Dall’esordio assoluto di Alfred Gomis alla buona prova di Marios Oikonomou, dal primo gol con la maglia rossoblù di Emil Krafth alla doppietta del redivivo Anthony Mounier, passando per la vivacità di un ritrovato Federico Di Francesco e la garra di Erick Pulgar, il 4-0 sull’Hellas ci ha lasciato in eredità tante note liete e tanti segnali positivi in vista dell’insidiosa trasferta di Udine.
Un poker ad una formazione di B, per quanto capolista, non è sufficiente per risolvere tutti i problemi, ma non può neanche essere declassato a semplice ‘dovere’, considerando anche i risultati delle altre squadre di Serie A, vittoriose a fatica o peggio sconfitte. E allora, mentre si tenterà di chiudere rapidamente il discorso relativo alla salvezza (quella sì, un dovere, vista la pochezza di Empoli, Pescara, Crotone e Palermo), perché non provare a togliersi qualche bella soddisfazione in Coppa Italia? Primo obiettivo: sbancare San Siro sponda nerazzurra a gennaio. Allora sì, in quel caso una bella bottiglia di champagne per festeggiare sarebbe proprio l’ideale.

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