Scudetto e lotta salvezza, a fine novembre è già tutto deciso?

Scudetto e lotta salvezza, a fine novembre è già tutto deciso?

Siamo soltanto a fine novembre ed è già possibile affermare con certezza chi vincerà lo scudetto? Sì, da diversi anni a questa parte nella Serie A italiana funziona così, la Juventus non ha rivali e le altre squadre si sfidano per il secondo posto. È successo persino l’anno scorso, dopo il peggior inizio nella storia del club bianconero, figuriamo adesso che Buffon e compagni hanno già sette punti di vantaggio sulle inseguitrici quando siamo appena alla tredicesima giornata. Tanti infortuni, su tutti quello di Dybala, un gioco che ancora non convince a pieno, Higuain non sempre decisivo come accadeva a Napoli, eppure i bianconeri sono lassù e non sembra esserci modo di arrestare la loro corsa verso il sesto titolo consecutivo. Alle loro spalle la Roma, che continua a palesare i limiti di sempre, tra prestazioni scintillanti all’Olimpico e preoccupanti passaggi a vuoto lontano dalle mura amiche, e il nuovo Milan di Montella, la squadra con l’età media più bassa del campionato, che nessuno alla vigilia pronosticava in lotta per un posto in Champions League.
Bene i rossoneri, benissimo la Lazio di Simone Inzaghi, solida e frizzante, trascinata da un Immobile in grande forma, ancora meglio l’Atalanta di Gasperini, partita malissimo ma poi capace di conquistare sette vittorie e un pareggio nelle ultime otto gare (miglior ruolino di marcia in tutta Europa), portandosi al quarto posto in compagnia proprio dei biancocelesti: a Bergamo, grazie alle prodezze dei giovani Caldara, Conti, Gagliardini, Kessie e Petagna, c’è già chi sogna parlando di Leicester italiano, e l’entusiasmo sia dentro che fuori dal campo sembra davvero irrefrenabile. Non se la passa affatto male neanche il Torino, tosto come il suo allenatore Mihajlovic ma con una buona dose di estro e imprevedibilità, vedi Benassi, Iago Falque e soprattutto Ljajic, e un bomber implacabile, Belotti, che a suo di gol si è conquistato anche la maglia numero 9 della Nazionale. Lì nella mischia ci sono pure il Napoli, sempre bello da vedere ma sempre troppo altalenante per poter ambire al tricolore, nonostante un Hamsik in formato gigante, e la Fiorentina, ricca di talento specialmente in avanti ma che non pare avere la forza di ripetere gli exploit del recente passato.
A metà classifica troviamo poi un gruppetto di club molto diversi tra loro: la milionaria Inter del gruppo cinese Suning e di Stefano Pioli, subentrato in panchina dopo il fallimento della gestione De Boer, il piccolo grande Chievo, solito splendido esempio di grinta, compattezza e organizzazione, e la Sampdoria, che tra alti e bassi sta comunque riuscendo a regalare ai suoi tifosi una stagione divertente, sfruttando in particolare la definitiva (si spera) esplosione di Muriel. Scendendo ancora un po’, ecco un altro gruppo di tre squadre, più o meno dello stesso valore: il nostro Bologna, che tra errori, infortuni, decisioni arbitrali discutibili e avversità varie è comunque riuscito a rialzare la testa e a ritrovare serenità, il Genoa di Juric, formazione che esprime un gioco a tratti spumeggiante ma che si perde un po’ sul piano della concretezza, e il Cagliari, per distacco la migliore delle neopromosse, difesa colabrodo ma attacco (anzi, Borriello) sempre pronto a metterci una pezza.
In una sorta di piccolo limbo l’Udinese, né carne né pesce, anche se decisamente cresciuta dopo l’arrivo di Delneri al posto di uno smarrito Iachini, e il Sassuolo, la sorpresa in negativo: tante le scusanti, a cominciare dalle assenze, con Berardi che di fatto non si è mai visto, ma anche una palese incapacità di reggere il doppio impegno coppa-campionato, tra crolli improvvisi e incredibili rimonte subite in pochi minuti. In un contesto diverso i neroverdi sarebbero a serio rischio retrocessione, ma non è questo il caso, perché dietro di loro c’è il vuoto. Questa è la seconda netta affermazione che oggi, con tutto il rispetto per le compagini chiamate in causa, può già essere avanzata, ovvero che la lotta salvezza resterà circoscritta alle attuali ultime quattro. E forse l’ordine finale non cambierà nemmeno, con l’Empoli di Martusciello a salvarsi in quanto la meno peggio del lotto, e le altre inevitabilmente a picco. Improponibile in A il fanalino di coda Crotone, pressoché privo di giocatori di categoria, imbarazzante il Palermo, sempre più vittima della gestione Zamparini e tenuto in vita soltanto dai guizzi del carneade macedone Nestorovski, con poche speranze il Pescara, imbottito di ragazzi interessanti ma fin qui incapace di vincere sul campo. Nicola, De Zerbi e Oddo, più che di rinforzi sul mercato di gennaio, avrebbero bisogno di un miracolo.

© Riproduzione Riservata – Disponibile anche in edicola sul mensile Bologna Rossoblù Magazine di novembre