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Serie A fa sempre più rima con mediocrità

Serie A fa sempre più rima con mediocrità

Mese dopo mese, analizzare e commentare il campionato di Serie A senza risultare ripetitivi o peggio stucchevoli è un’impresa davvero ardua. Da sette anni, infatti, c’è una squadra nettamente più forte di tutte le altre che ad un certo punto decide di accelerare lasciando le avversarie sul posto e alzando una gigantesca nuvola di polvere. Stavolta la Juventus lo ha fatto addirittura dalla prima giornata, costruendo con 15 vittorie e 1 pareggio il suo miglior inizio di sempre. Le altre, appunto, stanno a guardare o, nel caso specifico del Napoli di Ancelotti, provano in maniera encomiabile ma purtroppo non sufficiente a colmare un gap che somiglia più ad una voragine.
Come se non bastasse, ci sono le coppe a ricordarci quanto il nostro calcio sia in enorme difficoltà. Già fuori dalla Champions i partenopei, autori di un ottimo girone ma sconfitti nel match decisivo in casa del Liverpool, così come l’Inter, che nell’ultima gara (1-1 a San Siro contro il fanalino di coda PSV Eindhoven) ha rovinato un percorso positivo regalando di fatto la qualificazione al Tottenham. Parliamo di due formazioni che in Italia occupano la seconda e la terza posizione, venendo spesso incensate, e che ora non potranno permettersi di snobbare l’intricata Europa League e la poco attraente Coppa Italia per non chiudere l’ennesima stagione a mani vuote.
Oltre i confini nazionali sorridono ovviamente gli uomini di Allegri ma anche la Roma, che in un gruppo con solo il Real Madrid come rivale credibile (e infatti, 3-0 al Bernabeu e 0-2 all’Olimpico) ha strappato il pass per la seconda fase senza particolari sforzi. Peccato solo che il rendimento dei giallorossi in campionato sia a dir poco deludente: 6 vittorie, 6 sconfitte e 4 pareggi, un ruolino di marcia che non ha portato all’esonero di mister Di Francesco solo perché, vista la mediocrità generale, l’obiettivo quarto posto rimane alla portata. Quarto posto attualmente occupato dal Milan, sbattuto fuori dall’Europa League e non ancora in grado, almeno all’apparenza, di effettuare il fatidico salto di qualità.
Un discorso simile può valere anche per la Lazio, avanti a fatica nella seconda competizione continentale e molto discontinua in patria, mentre meritano un plauso Atalanta e Sassuolo. Gli orobici, dopo aver eliminato le scorie della bruciante sconfitta estiva contro il Copenaghen, hanno ripreso a marciare come nelle ultime due stagioni e adesso possono sognare in grande, gli emiliani sotto la guida di De Zerbi e con un ritrovato Berardi si stanno invece guadagnando il titolo di sorpresa positiva del torneo. Da non sottovalutare anche il cammino del Parma, trascinato dalla coppia d’oro Gervinho-Inglese, mentre resta ancora da decifrare il reale valore di Fiorentina, Torino e Sampdoria.
Infine, dai 17 punti del Cagliari fino ai 4 del Chievo (sarebbero 7 senza penalizzazione), è bagarre per non retrocedere. In attesa del mercato e degli aggiustamenti di gennaio, al momento sembrano esserci quattro squadre leggermente inferiori alle altre: i clivensi, appunto, il Frosinone (che ha appena esonerato Longo e lo ha rimpiazzato con Baroni), il Bologna e l’Udinese. Soffermandosi in particolare sui rossoblù, chiamati comunque fin da ora a rimpolpare il proprio bottino per non dover compiere una missione impossibile nel 2019, la sensazione è che per salvare la pelle non serva una rivoluzione. Ma tre innesti mirati e di valore, quelli sì, saranno fondamentali per vivere una seconda parte di stagione meno turbolenta.

© Riproduzione Riservata – Disponibile anche in edicola sul mensile Bologna Rossoblù Magazine di dicembre

Foto: sportmediaset.mediaset.it