Sguardo fisso in avanti, Bologna! Verso il 2018 alla ricerca del famoso salto di qualità

È difficile dire se il vero Bologna versione 2017 sia quello che ha spazzato via dal campo la Sampdoria o quello che è stato sommerso da una valanga di gol dal Napoli, quello che ha dominato l’Inter di Spalletti o quello che ha chinato tre volte la testa davanti ad un Milan impresentabile, quello dei tanti sorrisi in trasferta o quello dei tanti bocconi amari fra le mura amiche. L’esultanza incontenibile di Okwonkwo a Reggio Emilia, le scorribande corsare a Verona, il derby vinto con la Spal, i gol di Dzemaili e le magie di Verdi sono tessere dello stesso mosaico in cui trovano purtroppo posto anche le umilianti triplette di Hamsik e Mertens, l’avvilente eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Cittadella, le due zampate del crotonese Budimir, l’ormai scontata gioia juventina in terra felsinea e la vagonata di reti incassate negli ultimi minuti.
Come spesso accade, la verità sta nel mezzo, dove per ‘mezzo’ si può anche intendere quella sorta di limbo in cui i rossoblù si sono spesso ritrovati negli ultimi dodici mesi (e anche di più), senza riuscire a venirne fuori. La prima parte del campionato attualmente in corso lascia sperare in qualcosa di meglio per il prossimo futuro, a patto che i 24 punti conquistati finora vengano considerati un punto di partenza e non un traguardo di cui accontentarsi e gongolarsi. Deve tenere lo sguardo sempre fisso in avanti, il Bologna, a cominciare da domani pomeriggio contro l’Udinese, perché se è vero che si dovrà crescere «step by step», per citare il patron Saputo, sul rettangolo verde almeno il primo gradino bisognerà pur salirlo. Un gradino fatto di personalità, fiducia, autostima, consapevolezza nei propri mezzi, continuità e possibilmente bel gioco, perché anche l’occhio vuole la sua parte. Il famoso salto di qualità, per intenderci.
È chiedere troppo? No, se si ha a che fare con il quinto club più titolato del calcio italiano, un club che non può più permettersi di vivere le sue annate nella mediocrità. Una mediocrità dorata, vista la solidità del proprietario e l’ambizioso progetto di crescita che è stato avviato, ma alla lunga stancante per una tifoseria che porta ancora nel cuore e nella testa i segni di stagioni e gestione societarie a dir poco tormentate, con poco entusiasmo e zero prospettive. Nel 2018 si ripartirà dalla tenacia e dalla classe di Palacio, dalla grinta di Poli, da un Destro che ha ritrovato se stesso e il gol, da un Verdi sfavillante (se si vuole salire di livello i migliori vanno tenuti, costi quel che costi) e da tanti giovani dal notevole potenziale. Nessun riferimento ad asticelle di ogni sorta, che portano una sfortuna incredibile, ma per Donadoni e i suoi ragazzi è arrivato il momento di puntare più in alto, senza arroganza ma anche senza paura. In attesa di un Dall’Ara tutto nuovo, Italia permettendo, almeno un decimo posto.

A tutti voi, cari amici e amiche rossoblù, l’augurio di un 2018 pieno di vittorie e di soddisfazioni, di gol e di esultanze, di sorrisi e di abbracci. Un altro anno traboccante di orgoglio e di passione per i nostri meravigliosi colori, come è sempre stato e come sempre sarà. Forza Bologna!

Un pensiero per Ezio, Marino e Floriana.

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