Ufficiale: Daniele Gastaldello al Brescia

Si può dare di più

Ieri sera osservavo all’opera Filippo Falco con la maglia del Benevento, nel primo turno dei playoff di Serie B contro lo Spezia, e mi chiedevo cosa avesse in meno di tanti giocatori che attualmente militano nel Bologna. Lo stesso discorso può essere fatto anche per Alex Ferrari, reduce da cinque mesi importanti a Verona sponda Hellas. Sì ma la Serie A è un’altra storia, sottolinea sempre qualcuno in questi casi. Certo, ma troppo spesso nel calcio italiano si appiccicano etichette frettolose e sbagliate sulla testa di ragazzi che meriterebbero più fiducia, mentre se ne incensano altri che di speciale hanno ben poco. Tutto ciò per dire che la maglia rossoblù bisognerebbe meritarsela, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita, migliorando singolarmente per far migliorare la squadra, invece qui si preferisce raccontare la storiella che tanto siamo già salvi da un pezzo, che non ci sono motivazioni, che si pensa già al prossimo anno e così via.
Intanto però i numeri raccontano di 18 sconfitte (36 su 75 match considerando anche la stagione 2015/16), e se sabato pomeriggio al Dall’Ara la Juventus dovesse fare bottino pieno si eguaglierebbe il pessimo score del campionato 2013/14, quello della retrocessione targata Guaraldi. Insomma, non il modo migliore per salutare il ritorno sotto le Due Torri di Joey Saputo, che almeno personalmente mi auguro si presenti in veste non paciosa ma incazzosa, per far capire a tutti anche di persona che si può e si deve lavorare meglio di così. Al di là degli infortuni, della sorte avversa e dei torti arbitrali, che senza dubbio sono variabili pesanti, l’annata del Bologna è stata troppo grigia per essere vera. Tanti scivoloni, alcuni piuttosto brutti, pochissime emozioni, nemmeno un acuto contro una big (si spera di riuscirci contro le seconde linee bianconere), per non parlare della tanto agognata valorizzazione dei giovani: chi l’ha vista? Più ombre che luci, ma più in generale è l’intera squadra che sembra addirittura aver fatto un passo indietro rispetto a dodici mesi fa, specialmente sul piano mentale e caratteriale.
Non è un caso che Daniele Gastaldello, in più di un’occasione, abbia criticato duramente l’atteggiamento dei suoi compagni: «Si può perdere ma non così, abbiamo mollato. Bisogna dare il cento per cento fino alla fine, dovrebbe essere così per tutti». Allora, se lo dicono i giornalisti è cattiveria e voglia di disturbare la quiete di Casteldebole, se lo dice il capitano chissà che qualcuno non inizi a preoccuparsi almeno un po’. Il problema è che fin qui lo hanno ascoltato in pochi, visto il rendimento sul campo dei rossoblù. Già, il campo, quel magico rettangolo verde che non può mai passare in secondo piano, neanche dinnanzi ad un ambizioso progetto di crescita come quello delineato dal chairman italo-canadese. Saputo merita pazienza e fiducia, ormai è chiaro a (quasi) tutti che si procederà per gradi e che adesso non ha senso chiedere la luna, ma lui per primo dovrà pretendere di più da ogni singolo componente del Bologna. Nel ricordo di un passato glorioso e nell’attesa di un grande futuro, c’è un presente da onorare e da vivere a testa alta.

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