Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

RS, 10/03/2017

Una sinfonia dolceamara che sta entrando nella fase dello zucchero

Ieri pomeriggio al Dall’Ara, prima del match contro il Torino, Adam Nagy è stato premiato come MVP del mese di dicembre sulle note di ‘Bitter Sweet Symphony’ dei Verve, la mia band preferita. Non è la prima volta che mi capita di ascoltare questa leggendaria canzone, seppure solo su disco, allo stadio di Bologna, mi era già successo il 25 giugno 2012 nelle ore precedenti al Concerto per l’Emilia. È sempre una grande emozione, così come quelle regalate di lì a poco sul campo dai ragazzi in maglia rossoblù, autori di una prestazione da applausi. Gli uomini di Roberto Donadoni hanno calpestato i granata nella stessa maniera in cui il frontman Richard Ashcroft travolgeva i passanti nel videoclip del brano, uno dei più famosi nella storia della musica, e per descrivere la stagione dei felsinei fino a questo momento si può davvero parlare di una ‘sinfonia dolceamara’.
Troppi punti gettati alle ortiche ad inizio stagione, una marea di infortuni, diverse prestazioni sottotono a ridosso della sosta invernale, ma anche molte cose buone sulla strada che porta alla continuità di rendimento, un traguardo che per il Bologna sembra sempre più vicino, al di là di quella che poi sarà la posizione finale in classifica. Classifica che al momento è bellissima e racconta di un decimo posto a pari punti con il Cagliari, prossima avversaria in campionato: domenica mancherà il tanto chiacchierato Dzemaili, autore ieri di una doppietta da incorniciare (a proposito, sottolineare come sia fondamentale trattenere i giocatori migliori non significa sputare veleno contro la società, ma semplicemente augurarsi che il processo di crescita della squadra prosegua senza perdere altri pezzi pregiati per strada), così come Barella e Joao Pedro fra i sardi, assenze pesanti all’interno di una sfida che si preannuncia assai equilibrata.
Se però l’intera fase difensiva continuerà a brillare per attenzione e compattezza, con i quattro componenti della retroguardia sugli scudi, e la pericolosità offensiva crescerà in modo costante, a questo Bologna nulla sarà precluso, nemmeno tornare dal Sant’Elia con tre punti e mettere paura al Napoli nel successivo turno casalingo. Per adesso, comunque, meglio non guardare troppo in là e restare con i piedi ben piantati a terra, godendosi i decisi passi in avanti dei vari Krafth (preciso e autoritario in ogni frangente), Oikonomou (quando il ragazzo tiene alta la concentrazione è un bel vedere), Masina (sta tornando quello vero), Pulgar (meno preciso di Diawara in fase di possesso, ma il suo vero erede come schermo davanti alla difesa), Nagy (imprescindibile), Di Francesco (grinta, velocità, duttilità, quelli come lui fanno la fortuna degli allenatori) e Krejci (si sta risvegliando dal torpore che lo aveva colpito), con qualche incoraggiante segnale di ripresa arrivato anche da Destro e senza dimenticare il solito gladiatore Maietta, oltre ovviamente al già citato Dzemaili. E Verdi? Splendido il suo rientro, accolto dall’ovazione di tutto lo stadio, fra uno slalom speciale e un paio di cannonate delle sue. Dopo aver visto il Torino all’opera senza il suo bomber Belotti, rendiamoci conto una volta per tutte cosa ha significato per il Bologna dover fare a meno del suo ‘piccolo Baggio’ per quasi tre mesi.
E quindi sì, lo diciamo piano ma l’amaro sembra ormai alle spalle, se le premesse sono queste è probabile che le giornate da qui al 28 maggio saranno cariche di zucchero. Per la felicità di chi in questo gruppo ci ha sempre creduto e per lo stupore di chi invece temeva davvero di essere risucchiato in una lotta salvezza che, nei fatti, non è mai iniziata e mai inizierà, vista la pochezza di Crotone, Palermo e Pescara. Un passo alla volta, senza paura e con una buona dose di sfrontatezza, come Richard nel video, si possono superare tutti gli ostacoli e raggiungere nuovi obiettivi, migliorando sempre di più. Per citare le sagge parole pronunciate da Donadoni in conferenza stampa al termine della partita: «Non eravamo dei polli prima e non siamo dei fenomeni adesso». Sì, perché molto spesso per spiccare il volo verso l’alto basta avere un po’ di equilibrio.

© Riproduzione Riservata