Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Testa e gambe, il campo conta più di ogni altra cosa

Parlare di campo in questi giorni è diventato molto difficile, tra i discorsi sul futuro di Roberto Donadoni e quelli relativi alle tensioni che si sono venute a creare all’interno della dirigenza rossoblù, in particolare circa la figura di Pantaleo Corvino. Una soluzione, più o meno rapida, più o meno dolorosa, si troverà, come ha lasciato intendere ieri il patron Joey Saputo al termine del consiglio d’amministrazione del club, nel frattempo però c’è un campionato da portare avanti e una salvezza matematica ancora da conquistare, seppure ad un passo. Perché in fin dei conti si possono fare mille ragionamenti e dipingere altrettanti scenari, ma nel calcio tutto o quasi dipende dal fatto che il pallone finisca o meno in rete.
Testa al rettangolo verde, dunque, approfittando di una sosta che dovrà servire per rimettere benzina nella gambe e ricaricare le pile della mente. Lunedì 4 aprile, contro un Verona ormai retrocesso ma comunque combattivo, serviranno obbligatoriamente tre punti per assestarsi tra le prime dieci della classe e nel contempo chiudere ogni discorso legato alla permanenza in Serie A. Cambierà ancora qualcosa nell’undici titolare? In difesa sì, per forza di cose, viste le squalifiche di Mbaye (che tra alti e bassi era riuscito a tenersi stretto la maglia di terzino destro) e Gastaldello, capitano e leader della retroguardia felsinea. Spazio con ogni probabilità a Rossettini, di rientro dopo un periodo forzato ai box, e ad Oikonomou, la cui freschezza potrà tornare assai utile in queste ultime giornate. Occhio però anche alla corsia di sinistra, dove pare non si possa prescindere dagli spunti e dalla qualità di Masina, che nel secondo tempo della sfida con l’Atalanta si è distinto dal piattume generale con una serie di belle giocate.
A centrocampo si dovrebbero poi rivedere sia Taider che Donsah, considerando che la scelta di puntare su Brighi e Brienza domenica scorsa non ha pagato. Tremendamente importante il lavoro sporco del franco-algerino, nonostante qualche passaggio sbagliato di troppo, così come lo strapotere fisico e la capacità di inserirsi del ghanese. Sullo sfondo, ma neanche tanto, il dinamismo e la duttilità di Rizzo, che ha l’occasione di mettersi in luce dopo un’annata piuttosto difficile. In cabina di regia la speranza è che Diawara, in comprensibile affanno dopo quattro mesi ai limiti dell’eccellenza, possa sfruttare la pausa dedicata alle Nazionali per ritrovare un po’ di fiato e lucidità, con Crisetig o Pulgar comunque pronti in caso di necessità.
Davanti, senza l’infortunato Destro, la sensazione è che Donadoni darà ancora fiducia a Floccari, che può e deve fare meglio di quanto messo in mostra nelle ultime uscite. Certo è che il centravanti di Nicotera andrà supportato molto di più e molto meglio dai compagni, provando a sfruttare soprattutto le sue doti nel gioco areo, e qui entrano in ballo gli esterni. Da una parte Giaccherini, che non è più quello ammirato nella fase centrale della stagione ma del quale è pressoché impossibile privarsi, vista la sua capacità di illuminare anche la più opaca delle prestazioni con una magia delle sue. Dall’altra, verosimilmente, nuova chance dall’inizio per Mounier, a meno che non si decida di avanzare il già citato Brienza, che in fase di ultimo passaggio ha pochi eguali, forse nessuno, in rosa.
L’importante, come detto, è che il pallone riprenda a gonfiare la rete e a regalare sorrisi al pubblico del Dall’Ara, per non rischiare di far scivolare nell’anonimato o addirittura di complicare un campionato che fin qui ci ha riservato diversi brividi ma anche parecchie soddisfazioni. Per il nuovo Bologna italo-canadese il primo traguardo intermedio sulla strada verso un grande futuro è vicinissimo, serve solo un ultimo sforzo.
© Riproduzione Riservata