Tutti i nodi (dell'attacco) vengono al pettine

Tutti i nodi (dell’attacco) vengono al pettine

Un giornalista che ogni giorno si occupa di una squadra di calcio dovrebbe poter esprimere liberamente la propria opinione, se documentata ed esposta in modo educato e rispettoso. Tuttavia, visto che ormai da anni a Bologna la categoria viene accostata ai sanitari da bagno, e sembra che ogni articolo debba per forza avere un secondo fine o un obiettivo da colpire, è meglio precisare subito che questo pezzo non intende essere un attacco nei confronti degli attuali dirigenti del club rossoblù, ma solo una serie di considerazioni su eventi che si sono verificati da luglio ad oggi. Noi non siamo nessuno e non vogliamo certo insegnare ad altri come fare il loro mestiere, però amiamo questi colori e se qualcosa ci dà fastidio, ci fa storcere il naso, non esitiamo a segnalarlo. A volte in maniera un po’ ruspante, forse troppo schietta, ma al cuor non si comanda.
Mattia Destro, dopo l’infortunio al piede rimediato lo scorso 12 marzo e le successive complicazioni, durante il ritiro estivo ci era parso in difficoltà, poi ha bruciato rapidamente le tappe grazie ad una straordinaria forza di volontà ed è rientrato in gruppo prima del previsto, ma non è un mistero che dopo un infortunio traumatico e la perdita di tono muscolare si possa incappare più facilmente in fastidi e problemi di questo genere. Serviva un’altra punta a Castelrotto, serviva un’altra punta a Kitzbuhel, serviva un’altra punta pure ad inizio stagione, perché Destro giocava e segnava ma andando anche oltre il proprio limite atletico, e perché nel frattempo Floccari si era perso nei meandri dell’infermeria. Lo abbiamo detto e scritto a più riprese e ci siamo presi caterve di insulti. Alla fine è arrivato il giovane bomber Sadiq, promesso sposo dei rossoblù da tempo immemore ma lentissimo, non per colpa sua, ad arrivare all’altare. Prima le Olimpiadi di Rio de Janeiro, poi un ulteriore confino a Trigoria fino all’ultimo istante, con tanto di botta alla caviglia come regalo conclusivo degli ‘amici’ giallorossi.
Domenica 16 ottobre 2016, stadio Olimpico: Lazio-Bologna. Centravanti rossoblù pronti per giocare? Salvo miracoli in settimana, zero. Ora, non si discute il bellissimo progetto dell’attuale società, non si discute il buon lavoro svolto in estate da Bigon sul mercato, e non si discutono le capacità come falso centravanti di Verdi, che a Napoli (dove lo stesso Destro era assente per una lombalgia) ha ricoperto quel ruolo e ha pure segnato. Però, senza bisogno di essere giornalisti o peggio soloni, alzi la mano chi è soddisfatto di questo scenario. Per esempio, ci piacerebbe sapere quanto è soddisfatto Donadoni, che è un tecnico molto bravo e una soluzione tattica alternativa la troverà, ma che immaginiamo non starà facendo i salti di gioia. In sintesi: non è certo un dramma ma girano le scatole. Adesso dateci delle vedove di Borriello, che è vecchio e non avrebbe combinato nulla, degli anti-Fenucci, perché sotto sotto vogliamo criticarlo anche stavolta, e dei maigoduti, perché dieci punti dopo sette giornate non ci bastano. Ci siamo abituati. Resta il fatto che una punta, per il bene del nostro e vostro Bologna, servirebbe anche adesso.

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