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Un Destro ai cattivi pensieri

Un Destro ai cattivi pensieri

Chi non pedala e non pensa che Bologna sia qualcosa di magico non gioca, si parte tutti alla pari, le porte non sono chiuse per nessuno. E altre frasi simili. Inzaghi le ha ripetute per tutta l’estate e, al di là della retorica tipica dell’universo pallonaro, viene difficile mettere in dubbio la sincerità di Super Pippo. Alle spalle abbiamo solo quattro gare ufficiali, quindi cominciare già ora a parlare di promossi, bocciati e gerarchie cristallizzate avrebbe poco senso, ma da qui alle prossime settimane sarà interessante capire se effettivamente a Casteldebole tutti i giocatori sono uguali o se, come direbbe George Orwell, alcuni giocatori sono più uguali degli altri.
Quando si apre un discorso del genere è impossibile non citare Destro. L’investimento più importante dell’era Saputo, l’ingaggio più pesante della rosa, diversi infortuni e un rendimento troppo altalenante. Vero, ma il numero 22 è reduce da una stagione con 6 reti (tutte decisive) in appena 1.617 minuti giocati, e da un’estate trascorsa sudando sul campo e rifiutando offerte sul mercato, tra buoni propositi e messaggi d’affetto lanciati alla piazza. La società ha puntato forte su Falcinelli e Santander, e a stretto giro di posta tornerà a disposizione anche Palacio, ma siamo proprio sicuri che i rossoblù possano fare serenamente a meno di quello che, numeri alla mano, è il miglior cannoniere della squadra?
La soluzione che prevede ‘El Ropero’ al suo fianco (magari con Svanberg alle loro spalle, per iniziare finalmente a sfruttare il talento e la freschezza dell’ex Malmö) è stuzzicante e ci riporta indietro al campionato 2011-2012, quando Mattia andò a segno 12 volte sfruttando alla grande il lavoro sporco dei vari Bogdani, Calaiò e Larrondo. La sua avventura in Serie A, con tanto di zampata vincente dopo cinque minuti, era invece partita il 12 settembre 2010 a Marassi, e per uno strano scherzo del destino anche la sua rinascita potrebbe andare in scena nello stadio del Genoa a pochi giorni da quel felice anniversario. Chiamato ad essere leader, trascinatore e simbolo del club, Destro finora non ha mai lasciato a pieno il segno (non solo per colpa sua), ma da qui ad essere considerato l’ultima ruota del carro c’è una bella differenza. Anzi, in questo Bologna alla ricerca di fiducia, di certezze e soprattutto di gol, l’uomo della svolta potrebbe essere proprio lui.

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