Sempre e Comunque
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RS, 22/11/2016

Un presente sereno per volare verso un futuro affascinante

All’indomani della vittoria all’esordio sul Crotone, pur tenendo conto del valore modesto dell’avversario, non avevo esitato a parlare di un Bologna bello e divertente ma ancora migliorabile. Le stesse sensazioni positive mi erano arrivate durante il primo tempo della sfida contro il Torino, nonostante i due errori di Oikonomou e il vantaggio di misura della squadra granata. Poi quella ripresa disastrosa, imbarazzante, e un pensiero fisso nella testa: “No, noi non siamo questi, non possiamo essere davvero così brutti”. Ora, è presto per dire se gli ultimi ritocchi effettuati sul mercato renderanno o meno l’organico più forte e competitivo, il colpo ad effetto che in tanti auspicavano non è arrivato ma di sicuro sono stati aggiunti giocatori interessanti e funzionali che vanno dai 19 anni di Sadiq ai 31 di Torosidis. Nel frattempo il destino ci ha lasciato un po’ a corto di portieri, con Da Costa unico superstite nell’attesa del rientro di Mirante, e allora lunga vita al brasiliano e un grande in bocca al lupo ai giovanissimi Sarr e Ravaglia, entrambi in panchina per il match con il Cagliari.
L’entusiasmo per il successo alla prima di campionato e il malumore per il tonfo di sette giorni dopo, entrambi forse eccessivi, ieri all’ora di pranzo si sono fusi nella realistica consapevolezza di avere a che fare con una squadra che ha tutte le carte in regola per vivere una stagione tranquilla. Non parlo di decimo, dodicesimo o quindicesimo posto, queste previsioni in stile oroscopo hanno sempre poco senso, parlo di non ritrovarsi mai con l’acqua alla gola, di crescere gradualmente e con serenità, di togliersi qualche soddisfazione e di far vivere pomeriggi felici ai propri tifosi, specialmente tra le mura amiche del Dall’Ara. Come sottolineato di recente dall’amministratore delegato Fenucci: “I giovani hanno bisogno di tempo e non sempre offrono continuità di rendimento”, da qui il bisogno di equilibrio nei giudizi sia in caso di episodi negativi, perché ad esempio il già citato Oikonomou non è Maldini ma non è nemmeno l’ultimo dei bidoni, sia in caso di prestazioni brillanti, perché etichettare già come potenziali fenomeni Krejci e Nagy, solo per citarne due, sarebbe quasi deleterio, in primis per i due ragazzi.
La sapiente mano del maestro di calcio Donadoni e del suo staff sarà fondamentale, inutile nasconderlo. Come ribadito ieri dal tecnico bergamasco, però, la maturazione dei tanti ragazzi presenti in rosa dipenderà da lui ma soprattutto da loro stessi: ‘personalità’, ‘coraggio’ e ‘rabbia’ sono le parole d’ordine, prima ancora di ‘qualità’ e ‘talento’. Se sul pallone ci vai morbido come all’Olimpico vieni massacrato, se ti ci avventi con tutta la grinta del mondo te lo conquisti e magari lo butti anche nel sacco. Per informazioni rivolgersi al piccolo re Mida Di Francesco, che trasforma in oro tutto ciò che tocca non per via di un superpotere, ma per il furore agonistico con cui approccia ogni singolo secondo di partita. E poi certo, per far sì che la verve dei virgulti rossoblù possa sbocciare in tutto il suo splendore non dovrà mai venire a mancare l’apporto dei giocatori più navigati, come ad esempio Gastaldello e Dzemaili, e di quelli ancora giovani ma con già parecchia esperienza sulle spalle, vedi Destro e Taider, con quest’ultimo che pare tornato quello del biennio 2011-2013.
Insomma, non sappiamo con certezza quando il piatto preparato nel corso dell’estate da Bigon e soci potrà essere considerato cotto a puntino, ma gli ingredienti per ottenere un risultato gustoso sembrano esserci tutti. Calma e gesso, si dice in questi casi. E non solo perché nel prossimo turno saremo di scena a Napoli, dove si può anche perdere senza però soccombere a testa bassa, ma soprattutto per evitare di entrare nel tunnel della schizofrenia da risultato, passando dai sogni di Europa League al timore di finire in Serie B da una domenica all’altra. Piaccia o meno, con buona pace di chi si aspettava Gabbiadini e Saponara per il semplice fatto che la famiglia Saputo è tra le più ricche al mondo, ancora per qualche anno la nostra dimensione sarà questa: costruire pezzo dopo pezzo un solido trampolino di lancio che possa consentire al club di librarsi verso orizzonti più affascinanti. Grazie a Gazzoni abbiamo fatto meravigliose passeggiate, con Porcedda e Guaraldi siamo arretrati fin sull’orlo di un precipizio, ora invece possiamo permetterci di correre e superare una alla volta diverse contendenti. In futuro, se tutto andrà per il verso giusto, torneremo finalmente a volare.

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