Un'eccellente normalità

Un’eccellente normalità

Ieri sera al Dall’Ara si è visto il Bologna giocare a calcio. Da quanto tempo non accadeva? Al di là delle statistiche, della tattica, del mercato che è stato e che sarà, nei primi sessanta minuti del match contro il Torino le maglie rossoblù hanno scorrazzato per il campo in modo grintoso e a tratti pure divertente, uno spettacolo lontano anni luce da quello ammirato il sabato precedente in Coppa Italia. Poi certo, in questo sport splendido e infame le partite non durano solo un’ora e gli episodi pesano come macigni, per informazioni chiedere ai polmoni di Poli (grande innesto a zero euro, e qui bisogna dire bravo a Riccardo Bigon) o ai guantoni di Mirante, ma l’1-1 finale è un risultato giusto e positivo, un pareggio che praticamente tutti a pochi istanti dal fischio d’inizio avremmo sottoscritto.
Di fronte ad una squadra forte e rodata che punta dichiaratamente all’Europa League, i ragazzi di Donadoni hanno dimostrato che alla base di questa stagione non c’è una voragine, come in molti temevano nel post Cittadella, ma un terreno discretamente affidabile. Un terreno su cui dovrà intervenire lo stesso tecnico, e in tal senso è già un segnale il ritorno al 4-3-3, ma anche la società, sfruttando al massimo gli ultimi dieci giorni di mercato per correggere le lacune di una rosa ancora incompleta. Ad esempio, nessuno dei terzini ha mai convinto a pieno, Pulgar come schermo davanti alla difesa lascia a desiderare, e in generale il centrocampo è piuttosto povero di qualità, cosa che costringe troppo spesso Verdi ad abbassarsi per impostare la manovra offensiva. Passi avanti per Destro, soprattutto sul piano del temperamento e del sacrificio, bene anche la coppia De Maio-Maietta, con la presenza di quest’ultimo (e chissà, forse anche quella di Gastaldello) che sembra fondamentale in attesa del completo adattamento del francese e di Gonzalez.
Insomma, nella serata in cui Di Francesco fa cose straordinarie davanti al c.t. della Nazionale Giampiero Ventura, il Bologna intero eccelle per una partita normale. Perché sì, la prestazione di ieri può essere definita eccellente se confrontata con tante di quelle viste da febbraio in avanti, briose come la trama di Oliver Twist. E allora è bello prendere coscienza del fatto che non sia proprio tutto da buttare, ma nel contempo non ci si può certo accontentare se si vuole vivere un campionato sereno, magari togliendosi qualche soddisfazione. «La nostra testa è già a Benevento, se non giocheremo almeno come oggi faremo fatica», ha spiegato in conferenza stampa Donadoni, ed è vero, perché lui e i suoi ragazzi hanno fatto tanto ma in realtà hanno solo fatto il loro dovere, aiutati anche (incredibile ma vero) da un errore arbitrale a ridosso del novantesimo. Per il momento può bastare, fra gli applausi speranzosi di un’instancabile Curva Andrea Costa, per il futuro ancora no.

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Foto: bolognafc.it