Sempre e Comunque
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Amadou Diawara e Luca Gotti, vice di Roberto Donadoni

We Are One, ora è il momento di dimostrarlo

Da un lato ci sono i numeri, che raccontano di 30 punti in 20 partite con Donadoni in panchina (media di 1,5) e di un decimo posto in classifica, al primo anno dal ritorno in Serie A. Dall’altro ci sono una serie di prestazioni opache, in particolare quelle contro Palermo, Carpi, Inter e Atalanta, che hanno lasciato un po’ di amaro in bocca ai tifosi e fatto suonare un piccolo campanello d’allarme. Non tanto per la situazione attuale, perché otto lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione restano un buon bottino, seppure non si possa ancora parlare di salvezza aritmetica, quanto per il prossimo futuro. La sensazione, infatti, è che lo sforzo necessario a compiere una tale rimonta, unito ad una buona dose di appagamento e all’assenza di Destro, principale cannoniere della squadra, potrebbe complicare leggermente il finale di stagione dei rossoblù.
Siamo di fronte ad un calo, peraltro abbastanza comprensibile, sia fisico che mentale, che rischia di essere accentuato dalle continue voci su Donadoni in Nazionale e su qualche malumore di troppo nelle stanze di Casteldebole, argomenti che il patron Saputo inizierà ad affrontare fin da oggi con i diretti interessati. Per il momento limitiamoci al campo, a quanto visto soprattutto nel match di Bergamo, che al di là di un arbitraggio da campionato amatoriale ci ha presentato un Bologna molle, lento e rinunciatario per un tempo intero, punito per due volte da un’Atalanta sì grintosa e ordinata ma non esattamente irresistibile. La reazione, anche con una serie di azioni ben costruite, è arrivata nella ripresa, ma poco incisiva e comunque troppo tardiva. In sintesi: se fino a qualche settimana fa tutto girava per il verso giusto, ora è maledettamente complicato anche solo arrivare al tiro verso la porta avversaria.
Inutile negarlo, un po’ di preoccupazione c’è, considerando che i giocatori più importanti e decisivi della rosa sembrano in forte affanno, e che i sostituti non stanno fornendo le risposte sperate. Sia perché, seppur validi ed esemplari professionisti, non sono all’altezza dei titolari, sia perché quando si passa troppo tempo a sedere è difficile ritrovare subito il ritmo partita. Inoltre nella prossima giornata, contro un Verona ormai retrocesso ma ancora combattivo, mancheranno per squalifica Mbaye e Gastaldello, senza dimenticare che in diffida, oltre all’infortunato Destro, ci sono tre pedine fondamentali come Diawara, Giaccherini e Taider. La sosta pasquale sarà quindi benedetta, in tutti i sensi, per ricaricare le pile, ritrovare le giuste motivazioni e possibilmente riportare un po’ di ordine in società.
C’è chi ha già messo un piede fuori dal famoso carro dei vincitori, c’è addirittura chi si sta già ripensando al crollo verticale del Bologna di Malesani, tanto per cancellare il recente passato e dare un calcio nel sedere ai ragionamenti lucidi. Serve invece calma, e serve anche rispetto per un gruppo di ragazzi che dopo un avvio difficile hanno saputo rialzare la testa, recuperare rapidamente terreno e farci anche divertire, guidati da un allenatore che fin qui ha sbagliato poco o nulla. È chiaro che bisogna chiudere ogni tipo di discorso relativo alla salvezza il prima possibile, ed è normale che ora nella mente di tanti i primi ricordi a riaffiorare siano i gol di Pinilla e Diamanti, di Perisic e D’Ambrosio, non quelli di Giaccherini a San Siro e a Reggio Emilia o quelli di Destro al Napoli, tanto per citare alcune perle. Adesso, però, non è tempo di stracciarsi le vesti, ma di stare vicini alla squadra e di spingerla al successo tra due settimane nella delicata sfida con l’Hellas, riempiendo il Dall’Ara e sperando in una prestazione all’altezza da parte dei rossoblù. Il motto di questa incredibile stagione, del resto, è We Are One, e così dovrà essere fino alla fine.
 
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