Zapata ce l'hanno loro

Zapata ce l’hanno loro

La buona prestazione del Bologna, certo, ma soprattutto l’immagine amara di Zapata che in mischia al 93’ riesce a spedire il pallone nell’angolino, ecco cosa resta della serata di Marassi. Il bisonte colombiano entra e segna, e i felsinei, pur dopo una partita gagliarda, stanno a guardare. Lo espliciterà in modo chiaro anche Donadoni in conferenza stampa: «I nostri avversari si possono permettere di far uscire dalla panchina gente come Zapata e Ramirez». Alle orecchie di Mirante e compagni non sarà suonato come un messaggio al miele, qualcosa che stona un po’ con le continue richieste di maggiore autostima spesso rese pubbliche dal tecnico bergamasco, ma è la cruda verità. Se la Sampdoria ha 13 punti in più del Bologna un motivo c’è, o meglio, ce ne sono diversi, ma il principale è che ha una rosa più forte.
Ieri sera al Ferraris, a dirla tutta, le seconde linee rossoblù (da Crisetig a Romagnoli, da Nagy al redivivo Keita) non hanno neanche sfigurato, ma siamo sempre lì, il salto di qualità tanto invocato dalla piazza non arriva mai. È arrivata invece un’altra sconfitta, la 17^ in stagione su 33 gare, e va bene che a Casteldebole hanno stabilito che nella parte destra della classifica non si può giocare bene a calcio, ma si potrebbero almeno costruire numeri migliori. In certi momenti basterebbe poco, magari proprio il guizzo di un rapinatore d’area, e a tal proposito sarebbe anche l’ora che qualcuno in società avesse il coraggio di spiegare cosa sta accadendo attorno a Destro, perché a questi improvvisi infortuni non ci crede nessuno.
Loro hanno Zapata, appunto, noi Avenatti, un altro dei cosiddetti rincalzi che sul campo di Marassi ci ha messo l’anima senza però lasciare il segno. Il buon Felipe è una torre, se al top della condizione può rivelarsi una preziosa spalla in un attacco a due, ma non è e non sarà mai un bomber, stesso discorso fatto a suo tempo per Petkovic. Commentando la sua prestazione, sui vari social alcuni soggetti (impossibile definirli tifosi) lo hanno criticato in maniera pesante o addirittura preso in giro: la mia speranza è che queste persone, ricordando il calvario attraversato nei mesi scorsi dal ragazzone uruguagio, trovino il tempo di vergognarsi.
Adesso il Cagliari e il solito amaro copione che si prefigura all’orizzonte, con una squadra derelitta in cerca di punti salvezza tra le mura amiche e il Bologna a vestire i panni della tenera crocerossina. Qui nessuno vuole andare a Madrid (comunque quella di Donadoni era davvero una battuta, anche se l’ironia non è il suo forte e infatti i gruppi della Curva Andrea Costa non l’hanno presa bene), la tifoseria pretende semplicemente undici leoni in ogni singolo match che si disputerà da qui al 20 maggio. Si riparta allora dalla grinta di Genova e dalla lucidità mostrata contro il Verona, non dalle ciabatte di Crotone. Poi spazio al d.s. Bigon, fresco di rinnovo, per acquistare Zapata o quantomeno uno che gli somigli.

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Foto: sampdoria.it