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Anaclerio:

Anaclerio: “Non siamo già in B, e finalmente giochiamo a calcio. Mihajlovic ha sbagliato il secondo tempo di Udine, ma il suo lavoro pagherà”

Quest’oggi, per un’analisi a 360 gradi sulla situazione attuale del Bologna, abbiamo contattato l’ex centrocampista felsineo Giuseppe Anaclerio, 98 presenze e 1 gol con la maglia rossoblù tra il 1990 e il 1994. Dall’Udinese al Cagliari, da Saputo a Mihajlovic, dalla lotta salvezza al futuro, ‘Pepè’ ci ha risposto così…

Pepè, com’è il tuo umore a quasi una settimana di distanza dalla pesante sconfitta di Udine? «Migliore di quello dell’immediato post partita, a mente fredda mi rendo conto che a giocarsi la salvezza sono quattro squadre: Frosinone, Bologna, Empoli e Spal. Ad oggi i rossoblù hanno il 30%-40% di possibilità di salvarsi, ma ci sono ancora tante partite da disputare e uno scontro diretto contro l’Empoli da giocare in casa. Credo che dipenda ancora tutto dal Bologna, di sicuro non condivido la posizione di chi nelle ultime settimane ha già cominciato a ragionare su chi potrebbe essere il d.s. migliore per la Serie B, o a elencare giocatori da comprare in caso di retrocessione».

In settimana ha fatto molto discutere l’iniziativa di offrire un biglietto aereo a Saputo per farlo tornare sotto le Due Torri: qual è la tua posizione circa l’annosa questione della sua lontananza dal club e dalla città? «Ritengo che una mossa del genere non serva alla squadra, è stato un colpo di teatro che aveva come obiettivo quello di mettere le spalle al muro il patron. Comunque non è assolutamente vero che a Saputo non importa niente del Bologna, anzi, da ex giocatore ti dico che in questi anni ha fatto esattamente ciò che dovrebbe fare un presidente: ha dato solidità all’ambiente, e per quanto riguarda il campo si è affidato a persone che potessero aiutarlo nelle scelte. A livello sportivo, diverse decisioni sono state sbagliate proprio da questi ultimi, quindi le colpe sono da suddividere tra tutti coloro che lavorano in società».

Passiamo al campo, perché nelle ultime ore si sta parlando di un Bologna che potrebbe passare al 4-3-1-2, con Soriano dietro a due punte: soluzione intrigante o rischiosa? «L’unica certezza che ho in questo senso, resa ancora più evidente dall’arrivo di Mihajlovic, è che si debba giocare con la difesa a quattro. Partendo da questa base, poi il Bologna davanti si può inventare tante cose, le alternative ci sono e di moduli si parla pure troppo. Io non dimentico com’era messa la squadra prima che arrivasse il tecnico serbo, rivedo lo 0-4 contro il Frosinone e dico che da quando è arrivato Sinisa i rossoblù hanno sbagliato solo il secondo tempo di Udine».

Per quanto riguarda i singoli, ci sono delle pedine che a tuo avviso potrebbero rivelarsi fondamentali in quest’ultima fase di campionato? «Giocatori come Destro, Sansone e Soriano devono darci qualcosa di più, perché potenzialmente possono trovare la giocata e risolvere il vero problema che ha questa squadra, che è la grande difficoltà nel segnare. Da quando c’è Mihajlovic si crea davvero tanto ma non si concretizza, e va a finire che poi la lente d’ingrandimento si sposta su eventuali errori commessi in difesa. Se il Bologna riuscisse a trasformare in rete le occasioni che si costruisce, una sbavatura difensiva passerebbe quasi inosservata».

Secondo te Donsah ha qualche chance di rientrare fra i titolari? È così difficile trovargli una collocazione? «Viene da un infortunio molto lungo e gli manca esperienza, a Udine la partita è finita con lui e Nagy in campo contemporaneamente, e con tutto il rispetto si è sentita l’assenza in zona mediana di un giocatore che sapesse cosa fare quando il pallone inizia a scottare. In questo senso mi sono piaciuti il carattere e il carisma con cui è rientrato Dzemaili, mentre se fossi Mihajlovic inizierei a farmi due domande su Poli. Corre tantissimo, prova ad essere ovunque, ma così facendo spreca un sacco di energie, e sia contro l’Inter che contro l’Udinese ha commesso due errori gravi. È uno che la partita la sente tanto, fin troppo, la gioca prima ancora di scendere in campo. Va a finire che, nonostante sia ancora giovane, al 70’ lo si deve già sostituire perché non ce la fa più».

Da qui a maggio tante sfide casalinghe in cui ottenere punti fondamentali, ma anche tante incognite: fin qui la squadra ha mancato tutti gli appuntamenti cruciali, pensi che nel rush finale cambierà qualcosa? «Con Inzaghi meritavamo la classifica che avevamo, adesso invece giochiamo a calcio, creiamo, e la matematica dice che possiamo ancora salvarci. L’unico dubbio che ho è che il cambio di allenatore possa essere stato tardivo, perché per Mihajlovic non è stato facile subentrare in una situazione del genere. Non mi considero né ottimista né pessimista, solo realista, credo che alla lunga il gioco pagherà e le cose inizieranno a girare: prima o poi arriverà la partita in cui il migliore in campo sarà Skorupski e il Bologna segnerà al suo primo tiro in porta».

Infine, la domanda di rito: il Bologna si salverà? «Da qui alla fine possono cambiare ancora tante cose, potrebbero anche salvarsi sia il Bologna che il Frosinone. A tal proposito, i ciociari devono ancora affrontare gli scontri diretti con Spal ed Empoli, le altre due indiziate per la retrocessione, e questa potrebbe essere una buona notizia per i rossoblù».

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