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Arch. Andrea Trebbi:

Arch. Andrea Trebbi: “Esiste un’alternativa al restyling del Dall’Ara”

Esiste un’alternativa alla ristrutturazione del Dall’Ara o è la sola pista percorribile per il futuro del club? Andrea Trebbi, architetto bolognese abbonato allo stadio dalla fine degli anni Cinquanta, ha preparato negli ultimi anni un progetto per uno stadio nuovo nell’area del Parco Nord. In questo contributo ne condivide i motivi con i lettori di Zerocinquantuno. Ecco il suo intervento:

Architetto Andrea Trebbi − «In relazione ad ipotesi alternative all’opzione di adeguamento funzionale del Dall’Ara, desidero informare dell’esistenza di un progetto per il nuovo stadio del Bfc nell’area del Parco Nord, progetto del quale è da tempo a conoscenza il Bfc stesso, il Comune di Bologna e i media, ma del quale è probabilmente meno a conoscenza sia la popolazione in generale che quella di fede rossoblù».

Una sintetica presentazione − «Frequento il Comunale dalla fine degli anni Cinquanta e nel 2011 ho scritto e pubblicato un libretto intitolato ‘50 anni nei Distinti, 1961-2011’. Nel mese di giugno 2014 ho promosso l’ evento celebrativo, risultato l’unico in città, del cinquantesimo anniversario del settimo, e purtroppo ultimo, scudetto del Bfc. Per la passione per il calcio e per l’architettura degli stadi ho visitato gli impianti del Liverpool, del Manchester United, del Chelsea, dell’Aston Villa, del Borussia Dortmund, del Bayern, del Real  Madrid, del Barcellona, del Valencia, lo Stade de France e pressoché tutti gli stadi italiani. Ho anche partecipato al concorso internazionale per la costruzione del nuovo stadio per il calcio di Siena a Isola d’Arbia».

Perché no alla ristrutturazione del Dall’Ara − «Da architetto, reputo incongrua l’opera di rielaborazione del Dall’Ara, la cui architettura è tramandata da un perfetto catino e da un’emblematica e imponente Torre che rende inattuabile qualsiasi forma di continuità della soluzione di copertura, continuità pretesa proprio dalla compatta omogeneità della cinta muraria originaria e del catino stesso. Osservo, insomma, come inaccettabile ogni forma di trasgressione alla perfezione morfologica di quella struttura che penso che sia da preservare nella sua autenticità. In tema di riutilizzazione del Dall’Ara considero un vasto e versatile repertorio di possibilità funzionali: strutture di foresteria, di ristorazione e alberghiere, studentati, sale per la musica ed espositive, palestre per la riabilitazione fisica, per la danza, per la ginnastica, per le diverse discipline sportive (calcetto, pallacanestro, pallavolo); relativamente al riuso dell’invaso polisportivo trovo adeguate la pratica dell’atletica leggera – per la quale il Dall’Ara potrebbe candidarsi a diventarne il tempio in Italia − e le prestazioni calcistiche delle squadre giovanili del Bfc, oltre che l’espressione di un formidabile teatro all’aperto. Penso inoltre con entusiasmo alla trasformazione dell’area dell’antistadio in un grande parco».

Perché sì al Parco Nord − «In conseguenza delle visite e delle esperienze maturate ho deciso, per iniziativa assolutamente personale e per amore del Bfc, di elaborare un progetto del nuovo stadio nell’area del Parco Nord. L’area del Parco Nord è particolarmente appropriata: perché risulta di superficie congrua, perché reclama una riabilitazione ambientale complessiva, perché è sottoutilizzata, perché in quanto situata ai margini di tracciati autostradali e tangenziali  sostiene magistralmente la presenza di uno stadio per il calcio, perché è già provvista di una consistente dotazione facilmente ampliabile di parcheggi, perché è favorevolmente allacciata alla città da una radiale di agevole praticabilità da parte di qualsiasi mezzo pubblico e privato quale è l’asse di via Stalingrado, perché è comodamente raggiungibile da entrambi gli accessi della stazione ferroviaria (e con il People Mover dall’aeroporto) e perché, dato fondamentale, è area di proprietà Comunale quindi, come per il Dall’Ara ma non per ogni altra localizzazione talvolta annoverata, non vengono richiesti al Bfc altri interlocutori che non sia il Comune di Bologna».

Il progetto del nuovo stadio del Bologna FC 1909 al Parco Nord − «La premeditata attenzione al contenimento dei costi induce ad arginare il campo della spettacolarizzazione fine a se stessa del progetto architettonico e in ragione della personale predilezione per gli impianti calcistici di scuola britannica − con le tribune rigorosamente allineate ai bordi del campo − il nuovo stadio del Bfc contempla uno schema plano volumetrico di sagoma quadrangolare contenente 31 mila spettatori, affonda nel terreno con 14 file allineate di scocche, dispone nel sottosuolo della tribuna principale gli ingressi delle squadre e degli addetti, comprende palestre, museo della Società, aree dedicate alla ristorazione, alla comunicazione e alla rappresentanza, settori privilegiati a disposizione di Enti privati e pubblici, presidi di sicurezza, alloggi di custodia. La copertura delle tribune è costituita da un assetto di 4 metri di altezza, proteso sopra alle aree esterne all’impianto, composto dalla tensione di membrane di fibre-poliestere che rivestono completamente, nascondendola, la componente strutturale in travi reticolari di acciaio; nei frontali inclinati delle porzioni longitudinali della copertura sono allineate le fonti di illuminazione del campo da gioco e all’interno delle membrane sono uniformemente insediate le risorse sonore e luminose delle tribune. Durante la notte la ‘scatola’ che rappresenta la copertura può illuminarsi omogeneamente o in dissolvenza. Una coppia di soluzioni scorrevoli assicura la protezione totale anche del campo da calcio».

Ulteriori significative considerazioni − «I costi del nuovo stadio al Parco Nord e delle sue pertinenze, in ragione delle favorevoli condizioni della logistica e della facilità di intervento, sono sensibilmente inferiori rispetto ai costi di ristrutturazione (e di temporanea gestione del contemporaneo allestimento dell’attività sportiva) del Dall’Ara; pure i tempi di realizzazione dell’opera di nuova costruzione sono sensibilmente inferiori rispetto ai tempi dell’opera di rielaborazione del Dall’Ara; il Bfc può esibirsi senza intralci al Dall’Ara fino al trasferimento nel nuovo impianto e gli spettatori non subiscono alcun tipo di disagio; successivamente a detto trasferimento possono rendersi attuabili le reclamate opere di smantellamento  della cortina metallica costruita per Italia ’90 e di adeguamento del Dall’Ara secondo le funzioni e gli obiettivi nel frattempo individuabili e perfezionabili».

Consultazione web ‘Nuovo stadio Bfc al Parco Nord’: www.andreatrebbi.it

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