Beneforti: “Bologna, c’è ancora tanto da fare sul mercato”

La prima parte di ritiro appena conclusa, la seconda già all’orizzonte. Una rosa interessante ma non ancora completa. Il mercato fatto e quello ancora da fare, tra voci e trattative concrete. Per analizzare a tutto tondo la situazione in casa Bologna, ZO ha contattato il giornalista del Corriere di Bologna Claudio Beneforti.

Claudio, è finito il ritiro di Castelrotto, cosa ne pensi? «È una frase fatta ma è la verità, durante il ritiro conta il lavoro che fai e non come giochi, anche perché durante le partite paghi i carichi di lavoro dei giorni precedenti. Il ritiro serve per costruire fisicamente l’intera stagione e un grande gruppo, il resto lo trovi col tempo».

Donadoni ha detto che il mercato non è finito, sei d’accordo? «Ha mille ragioni, Donadoni non può dirlo e non deve dirlo, ma il Bologna di oggi è più debole di quello di ieri. Perché se da una parte ha preso tanti ragazzi interessanti, da un’altra non ha quell’esperienza e quel mestiere che in Serie A sono fondamentali. Oltre alla qualità, perché ne ha meno della stagione passata».

Come ne ha meno? «Non ha Giaccherini, se ora vogliamo dire che non era importante perché il Bologna non lo ha trattenuto è un conto, ma io non salgo sul carro del Bologna, per me la partenza di Giaccherini è una sconfitta per la società. Che poteva tranquillamente evitarla, non ora, ma due mesi fa, se solo lo avesse voluto, perché la storia dei soldi non è vera».

E non ha neanche Diawara. «Diawara non garantiva sempre qualità, ma quando la palla la giocavano gli altri sapeva essere determinante. E qui mi fermo».

Cosa vuoi dire? «Non voglio dire niente, il Bologna ha deciso di venderlo e ne prendo atto».

Ora potrebbe prendere Džemaili, ma a quanto sembra c’è un intoppo. «I giovani giornalisti di oggi, anche quelli ritenuti fenomeni, danno per fatta un’operazione solo dopo il primo colloquio, ma un’operazione è chiusa quando ci sono le firme. Per Džemaili non era fatta prima e non ci sono particolari intoppi ora. È una trattativa che il Bologna sta portando avanti».

Qual è la verità? «Il Bologna ha già l’accordo con il giocatore, ora deve trovarlo con il Galatasaray. Che è stato messo davanti al fatto compiuto e di conseguenza ora prova a chiedere qualche soldo. Ma Džemaili va in scadenza nel 2017, alla fine anche il club turco sarà contento di liberarsi di un ingaggio alto».

Džemaili aveva già fatto con gli Impact. «Siamo alle solite, è lo stesso discorso di prima, il giocatore piaceva agli Impact, ma Nick De Sanctis aveva parlato con il suo agente Branchini solo un paio di volte».

Se saltasse Džemaili il Bologna andrebbe su Viviani? «E perché il Bologna dovrebbe fare un regalo a Setti?».

Come un regalo a Setti? «Sì, al Bologna serve una mezzala e non Viviani. Di centrali ha già Nagy e Crisetig, che tra l’altro è più forte di Viviani».

Saponara è possibile? «Se Saputo lo finanzia è più che possibile, in caso contrario il discorso non si pone».

Ma costa tanto e sembra lo voglia anche il Napoli. «Costa tanto ma lo puoi anche prendere in prestito con obbligo di riscatto e pagare i 10-12 milioni in tre anni. Ci penserebbero Tinti e Montipò, i suoi agenti, a lavorare sull’Empoli. Sì, il Napoli potrebbe anche volerlo ma al di là del fatto che i partenopei sono allenati da Sarri, il Bologna non avrebbe perso in partenza, perché nel suo percorso di crescita Saponara ritiene che i rossoblù siano la soluzione giusta, non dimenticando quello che gli è successo al Milan».

Il presidente Corsi ha detto che tra il Bologna e il giocatore è già stata raggiunta un’intesa per l’ingaggio. «Lo ha detto Corsi e c’è da credergli, anche se Corsi è uno che sa stare al mondo e sa come ci si deve comportare e muovere sul mercato».

Sei contento del mercato fatto fin qui dal Bologna? «Bigon è stato bravo a strappare Nagy a Benfica e Marsiglia, Krejčí, Verdi e Di Francesco sono buoni prospetti, ma a questo Bologna ora vanno aggiunte l’affidabilità e altra qualità, come ha sottolineato lo stesso Donadoni».

A tuo avviso quanti uomini mancano per poter vivere una salvezza serena? «Come ho scritto ieri, quattro titolari. E parlo di titolari, non di giocatori. Di giocatori ne mancano di più».

Vai controcorrente. «Io la penso così, e ritengo di essere realista. Mancano di sicuro un difensore centrale, una mezzala e un giocatore d’attacco se vuoi fare il 4-2-3-1, poi si potrebbe pensare anche a un esterno destro di difesa. Non dimenticando che poi manca una prima punta da aggiungere a Destro e Floccari e un terzino sinistro, se va via Morleo. È chiaro che se non prendi un giocatore d’attacco bravo, tipo Saponara tanto per intenderci, devi andare a prendere un attaccante che possa giocarsela anche con Destro. Perché non dimentico che lo scorso anno il Bologna è stata la squadra che ha fatto meno gol di tutti, e ora ha perso Giaccherini».

Ci pare di capire che non ci sia da stare allegri. «No, non è una questione di stare o meno allegri, il Bologna deve solo capire che c’è ancora tanto da lavorare sul mercato. E quelli che fanno festa per principio e si compiacciono chissà per quale motivo, gli fanno del male, non sono amici del Bologna».

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