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Bombardini:

Bombardini: “Quest’anno affrontare il Bologna è difficile per tutti. Ho fiducia in Donadoni, con la Juve me la giocherei senza paura”

64 presenze e 3 gol con la maglia numero 10 del Bologna, che ha condotto in Serie A da protagonista nella stagione 2007-2008 e di cui è da sempre un grandissimo tifoso. Per analizzare il buon momento dei rossoblù, attesi domenica dal big match contro la Juventus al Dall’Ara, Zerocinquantuno ha contattato Davide Bombardini.

Davide, mancano tre giornate al giro di boa del campionato: sei contento del Bologna visto finora? «Sì, sono soddisfatto perché vedo segnali di crescita, ammetto che mi aspettavo un campionato modesto come quello passato e invece mi sembra che un piccolo salto in avanti il Bologna l’abbia fatto. Domenica ero a San Siro e ancora una volta ho avuto l’impressione che quest’anno affrontare i rossoblù sia difficile per tutti, anche se…».

Fare punti a Milano non era un’impresa, giusto? «Esatto. Sono uscito dallo stadio con l’amaro in bocca, contro questo Milan si poteva e si doveva osare di più, è un peccato non aver portato a casa almeno un punto. Il pareggio rocambolesco di Benevento, la contestazione dei tifosi, Gattuso alla caccia del primo successo, tutto lasciava presagire il riscatto dei rossoneri e così è stato. Il Bologna non ha giocato male, anzi, ma considerato il momento attuale degli avversari non ha fatto abbastanza per vincere».

E domenica arriva la Juventus: meglio giocarsela a viso aperto o aspettarli e provare a colpire in contropiede? «Giocare, giocare senza paura. Se contro squadre del genere pensi soltanto a difenderti, alla fine il gol lo prendi comunque. Loro sono forti, hanno ritrovato equilibrio e brillantezza, ma bisogna provare in tutti i modi a metterli in difficoltà. Sulla carta è dura, non lo scopro certo io, ma un’eventuale vittoria al Dall’Ara dovranno sudarsela. La timidezza va lasciata negli spogliatoi, serve tanta personalità».

Anche perché i rossoblù, soprattutto in avanti, le armi per far male agli avversari le hanno. «Mi sembra che Destro stia ritrovando serenità mentale e una buona condizione fisica, se lui sta bene e riesce ad incidere è una freccia importante nell’arco di Donadoni. Di certo avere accanto Palacio aiuta, perché Palacio è il calcio, è un giocatore meraviglioso. E poi c’è Verdi, un altro che ha nel suo repertorio colpi da fuoriclasse. Escludendo le prime sei-sette squadre del campionato, non ne vedo altre che possono vantare un attacco così».

Spostandoci in panchina, sei un sostenitore di Donadoni o nutri qualche dubbio sul suo operato? «Francamente, cosa gli possiamo dire a livello di risultati? A volte non ho condiviso alcune sue scelte su determinati giocatori, come quando Donsah non ha giocato per mesi e tutti lo invocavamo a gran voce, o sul modulo, perché forse ha tardato troppo a mettere Palacio vicino a Destro, ma mi pare che nel complesso stia tirando fuori il massimo da questa rosa. Donadoni è un uomo di calcio e un tecnico esperto, a me piace e non ho mai perso la fiducia in lui».

Il decimo posto è un traguardo raggiungibile? «Sì, penso che la parte sinistra della classifica sia un obiettivo alla portata del Bologna. Mi auguro che la squadra riesca a trovare ancora più continuità di risultati, specialmente in casa, e a stazionare sempre fra le prime dieci».

A fine carriera hai fatto anche il terzino sinistro, e allora una domanda su Masina è d’obbligo: quanto vale realmente questo ragazzo? «A me piace molto e per il potenziale che ha continuo a pensare che possa arrivare in Nazionale. Però, dopo un primo anno di Serie A importante, ha avuto un calo e un periodo difficile da cui non si è del tutto ripreso, ma non bisogna mai dimenticarsi che stiamo parlando di un classe 1994. Ora da lui mi aspetto una crescita importante sul piano mentale, certi errori un po’ troppo frequenti vanno eliminati, ma resto fiducioso circa la sua esplosione e lo considero comunque un titolare su cui fare sempre affidamento».

C’è qualche giocatore del Bologna attuale in cui ti rivedi? «No, nessuno, sono tutti più forti di me (ride, ndr). Scherzi a parte, quando da fuori guardo il Bologna vedo un bel gruppo fatto di bravi ragazzi, da tifoso sono ben contento di sostenerli».

E pensa se dovessero farci un regalo di Natale in anticipo… «Nel calcio non c’è nulla di impossibile, ma per battere i migliori bisogna cancellare anche la più piccola sbavatura. Nel 2009 a Torino noi finimmo il primo tempo avanti 1-0 e nell’intervallo pensai: “Stavolta portiamo a casa il risultato”. Ecco, nel secondo ne prendemmo quattro. Mai dare nulla per scontato o abbassare la guardia contro la Juventus, serve la partita perfetta».

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