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Castori: “Verdi ha due piedi da fenomeno, gli doveva solo scattare la scintilla in testa”

Parole al miele quelle di Fabrizio Castori per Simone Verdi. In lui il tecnico di San Severino Marche vede un giocatore completo, capace di raggiungere obiettivi importanti se saprà credere in se stesso. Al Carpi, sotto la sua guida, il fantasista aveva totalizzato 8 presenze e 3 reti, di cui un paio all’Udinese nell’ultima giornata di campionato, purtroppo non sufficienti agli emiliani per raggiungere la salvezza. Oggi ZO ha intervistato proprio Castori per parlare del numero 9 rossoblù, autore mercoledì sera contro la Sampdoria di uno dei gol più belli nella storia del club felsineo.

Allora Castori, hai visto Verdi? «Non sono sorpreso, se è questo che vuoi sapere. Ti ricordi cosa ti dissi in estate quando il Bologna stava per prenderlo?».

Che sarebbe stata fortunata la squadra nell’anno in cui nella testa di Verdi sarebbe scattato qualcosa. «È così, è stato fortunato il Bologna, ma è stato anche bravo a credere in lui. Verdi è un ragazzo umorale, sensibile, se sta bene non ce n’è per nessuno».

Il gol che ha fatto contro la Samp è da grande giocatore. «E il bello è che poteva farlo anche di sinistro nello stesso modo, se lo guardi calciare ti accorgi che ha due piedi uguali. Due piedi da fenomeno. Gli doveva solo scattare la scintilla nella testa».

Ma non è solo qualità, Verdi sta dando anche quantità e corsa. «Verdi è un giocatore completo che ha lampi di classe. Deve solo credere in se stesso e convincersi di quelle che sono le sue possibilità. Neanche lui sa quanto è forte, e il giorno che lo capirà farà un altro salto di qualità. È un ragazzo pulito, non è uno che si monta la testa. Ha solo bisogno di affetto e mi pare che il Bologna e Bologna glielo stiano dando».

Mi hai detto in estate che avresti voluto tenerlo. «Se fossi rimasto in Serie A, avrei voluto che restasse, perché mi rendevo conto guardandolo anche solo allenare che stava crescendo giorno dopo giorno».

Ma perché finora si è parlato sempre di Verdi come di un talento inespresso? «Forse perché tutti parlavano di lui come un giocatore dalle qualità illimitate e una volta sul campo non sapeva evidenziarle. E lui ci soffriva. Ora che è anche maturato probabilmente si sta rendendo conto piano piano di quelli che sono i suoi mezzi. E credendoci ecco che fa la differenza. Ma questo non è ancora il vero Verdi, questo è un ragazzo ancora inesplorato che può arrivare dovunque».

Tu che consiglio gli dai? «Banalmente uno potrebbe dirgli di restare lì con la testa e di continuare a correre, ma Verdi non vuol sentirsi dire questo e conoscendolo gli dico di non accontentarsi mai perché nel calcio lui può fare di tutto. E dipenderà da lui se lo farà. L’ho detto, ha possibilità ancora che neanche lui stesso conosce, se lo vedi da vicino ti accorgi che ha dosi di talento incredibile».

Dove può arrivare secondo te? «Può giocare quaranta partite in Nazionale come restare questo, le potenzialità e i mezzi per vestire anche l’azzurro ce li ha, basta che se ne convinca lui».

Riconoscerai che il Bologna è stato importante. «Evidentemente lo fa stare bene, e se Verdi sta bene con l’ambiente, se respira aria buona, ti fa vincere le partite. Simone è uno spirito libero che ti dà la vita se si accorge che gli regali affetto».

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