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Rassegna stampa 15/10/2017

De Marchi: “Masina è migliorato, anche nelle difficoltà è riuscito a crescere. Per fermare Dzeko…”

Per Marco De Marchi, con la maglia del Bologna, 209 presenze e 9 gol. Prima, sotto la gestione di Gigi Maifredi, da giovane talento in rampo di lancio. Poi, nell’era di Renzo Ulivieri, da leader indiscusso, capitano della risalita dalla Serie C alla Serie A. Una carriera importante quella del difensore milanese, iniziata a metà degli anni Ottanta fra Como e Ospitaletto e conclusa nel 2002 in Scozia al Dundee, passando per Juventus, Roma e Vitesse. Oggi De Marchi, che lo scorso anno ha anche fondato il prestigioso torneo internazionale under 15 We Love Football, di mestiere fa il procuratore, e fra i suoi assistiti spicca il talento rossoblù Adam Masina. ZO lo ha contattato per parlare del giovane terzino e più in generale del momento attraversato dalla squadra di Roberto Donadoni.

Ascolta De Marchi, tu hai un’idea di come si possa fermare Dzeko? «Sì, come fece Belotti del Vicenza con Andersson».

Bella questa, ma non arbitra Nicchi, ci sarà Damato. «È vero. Belotti lo picchiò fino a quando Nicchi non buttò fuori Andersson».

Appunto. Magari Damato buttasse fuori Dzeko perché Gastaldello lo sta picchiando. «Di sicuro era più facile marcare Dzeko lo scorso anno, ora l’importante sarà lavorare sulle seconde palle».

Perché le prime le prenderà tutte lui, è questo che vuoi dire? «Sì, come d’altra parte faceva Kennet. Facendo fatica a saltargli in testa, non puoi che andare sulle sue spizzate. Poi è chiaro che in area devi legarti a lui».

Facile a dirsi… «Eh sì, ma su di lui devi giocare di squadra, altrimenti non ce la fai. Dzeko è uno di quei giocatori che non ti fanno vedere il pallone tanto sono bravi a coprirlo, proprio come lo era Andersson».

Ma in area Dzeko è più forte. «Io sono innamorato di Kennet. Dzeko è più finalizzatore, più goleador, ma Kennet lavorava per la squadra, e chiunque giocasse accanto a lui rischiava di diventare capocannoniere. Chiedi a Igor Protti cosa pensa di lui».

Ho già capito, per il Bologna di oggi sarà troppo difficile marcare Dzeko. «Anche perché non c’è solo lui, non è che puoi lasciare da soli i vari Salah, El Shaarawy e Perotti. La Roma la fermi se giochi da squadra vera dal primo all’ultimo minuto, altrimenti finisce per perdere».

Lo scorso anno il Bologna la fermò due volte, all’andata e al ritorno. «È questione di come vai in campo, dipende da quanto sarà applicato il Bologna, se sarà aggressivo. Chiaramente, quando giochi contro questa Roma, devi fare la partita perfetta. E per certi versi il Bologna avrebbe anche la serenità per farla».

Di serenità pare che questo Bologna ne abbia anche troppa… «Io per serenità intendo la voglia di divertirsi. Il Bologna deve capire che potrebbe ricavare tanti benefici da una vittoria contro una grande».

Quest’anno non lo ha ancora capito, visto che non ha mai battuto una grande. «Ha la possibilità di farlo ora, se non sbaglio dopo la Roma ci saranno anche Milan e Juventus. Queste partite sono belle vetrine per tutti quanti».

Lo sarebbero, ma non ti sembra che tanti di questi ragazzi abbiano fatto come i gamberi rispetto all’anno scorso? «Ci sono annate in cui le cose ti riescono bene e altre in cui non si incastrano. Ma quando hai tanti ragazzi è così, vivi di alti e bassi».

Più di bassi che di alti, a dire il vero. «Ci aspettavamo che il Bologna facesse un campionato migliore, questo sì, ma anche i lati negativi rientrano nella crescita, sono tappe di un percorso. Il Sassuolo, ad esempio, ci ha messo tre anni per andare in Europa. Lasciamo a questa società il tempo di crescere, io non capisco tutto questo allarmismo. I momenti di stallo fanno parte del gioco, fai un passo indietro per farne poi due avanti».

Il discorso vale anche per Masina, di cui tu sei il procuratore: anche lui fa fatica a crescere. «A Bologna c’è a chi piace fare da bastian contrario, sembra che si voglia sempre trovare qualcosa da ridire, qualcosa che non va bene».

È il campo che evidenzia le sue difficoltà, non è questione di essere bastian contrario. «Adam ha avuto un exploit incredibile, ora deve trovare la giusta continuità. E fammi anche dire che il rendimento della squadra non lo sta aiutando. Comunque la sua forza è stata quella di non essere mai caduto».

Mancini dice che sarebbe da Nazionale, se solo si applicasse… «Tutto quello che dice Mancini è Vangelo, ma ascolta il mio pensiero: quello di Masina è un ruolo bello ma anche difficile, lui sta cercando di imparare a farlo, deve trovare il giusto equilibrio fra la fase di difesa e quella di attacco. Secondo me sta crescendo, ed è anche applicato, è chiaro che è un ragazzo del 1994 a cui bisogna consentire anche di sbagliare».

Giustamente tu lo difendi, essendo il suo agente, ma per quelle che sono le sue potenzialità è doveroso aspettarsi di più da lui. «Adam è migliorato, anche nelle difficoltà è riuscito a crescere. Ed ha anche la testa, non fa il fenomeno come tu spesso gli rimproveri».

Ti riferisci a quando lo critico per i suoi colpi di tacco e le mezze suole? «Sì, ma è il suo modo di giocare, il tacco e la mezza suola che dici tu li fa con spontaneità».

Sei stato un difensore, potresti insegnargli a fare meglio la fase difensiva invece di dire che non sbaglia mai niente. «È migliorato tantissimo, e credimi, io gli spiego anche cosa deve fare per leggere bene le situazioni di gioco».

Allora non ci resta che aspettare che diventi Briegel, come dice sempre Mancini. «Io non so se diventerà Briegel, ma di sicuro ha le potenzialità per diventare un grande esterno».

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