Un anno senza la nostra Giorgia

Giorgia Mattioli: “Saputo, Donadoni, Masina, Destro, il legame con ZO. E il mio amore per il Bfc in un libro”

Il nostro regalo di Natale per la famiglia di Zerocinquantuno è una piacevole chiacchierata con la padrona di casa Giorgia Mattioli. Insieme a lei abbiamo fatto il punto sulla stagione del Bologna, attualmente al 14° posto in classifica e atteso dopo la sosta dalla trasferta allo Juventus Stadium, e sul progetto del presidente Saputo, senza dimenticare il legame non solo lavorativo ma soprattutto affettivo che lega Giorgia a ZO e ai suoi utenti. Infine, una gustosa anticipazione, sempre rigorosamente a tinte rossoblù.

Giorgia, iniziamo dal Bologna e da una prima parte di stagione fatta di alti e bassi: come giudichi il cammino dei rossoblù fin qui? «Il mio giudizio, nonostante qualche passo falso di troppo, è positivo. Questa squadra di giovani mi piace e penso che saprà regalarci delle belle soddisfazioni, sotto la sapiente guida di Donadoni. È vero, in certi frangenti si poteva fare meglio, sia in campo che fuori, ma alle polemiche preferisco anteporre il sostegno ai ragazzi».

E in effetti, a proposito di polemiche, negli ultimi tempi va di moda la contrapposizione tra ‘sempregoduti’ e ‘maigoduti’: tu da che parte stai? «Da nessuna delle due. Penso che essere tifoso non significhi avere delle fette di prosciutto sugli occhi, anche ad un grande presidente come Saputo è giusto chiedere qualcosa in più nei limiti dell’educazione e del rispetto, ma nel contempo non bisogna mai dimenticarsi del recente passato, da Porcedda a Guaraldi il Bologna ha rischiato di scomparire. Ora siamo sereni e possiamo guardare al domani con ottimismo».

Dalle tue parole traspare una grande fiducia nel progetto del patron Joey Saputo… «Assolutamente sì, con lui siamo in una botte di ferro. Quello che però non bisogna mai dimenticare è che Saputo non è venuto qui per fare beneficenza. Sta dimostrando di tenere molto al Bologna e al suo futuro, lo dimostrano gli oltre 100 milioni immessi nella casse del club e anche il recente acquisto del centro tecnico di Casteldebole, ma ritengo abbia anche altri obiettivi sul piano imprenditoriale. Lo scopriremo presto, intanto speriamo che si sblocchi la questione legata al restyling del Dall’Ara, punto cardine del suo progetto».

Un tuo pensiero su Roberto Donadoni. «Ottimo allenatore e persona seria, l’uomo giusto al posto giusto. In lui credo moltissimo, al di là di qualche scelta di formazione rivedibile e di un po’ di testardaggine, è un valore aggiunto».

Ad agosto è nato il tuo nipotino, Adam Mattia: cosa rappresentano per te e più in generale per il Bologna Masina e Destro? «Per me Masina è il capitano del futuro, spero di vederlo presto con quella fascia al braccio e che la sua carriera prosegua per molti anni con la maglia rossoblù addosso. Negli ultimi tempi è stato spesso criticato ma personalmente, oltre che un giocatore dal grande potenziale, lo ritengo un ragazzo fantastico, generoso e che a questi colori tiene davvero, il prototipo della bandiera. Destro invece è il nostro bomber, l’uomo copertina, quello che in un modo o nell’altro fa sempre parlare di sé, per me uno degli attaccanti più forti in circolazione. Stiamogli vicino e lo vedremo tante volte venire ad esultare sotto la Curva Bulgarelli».

La rivelazione del girone d’andata. «Fino all’infortunio sicuramente Verdi, ma in generale è Nagy quello che mi ha stupito di più in termini di qualità e personalità».

Ti aspetti un regalo dal mercato di gennaio? «Certamente sarebbe molto gradito, ma come in ogni mercato di riparazione dubito ci saranno movimenti eclatanti. Chi ha in rosa buoni giocatori, a metà stagione tende a tenerseli o a venderli a cifre proibitive, quindi piuttosto che comprare tanto per comprare meglio rimanere così e aspettare la sessione estiva».

Più in generale, guardando al domani, quale giocatore sogni di vedere con la nostra maglia? «Senza dubbio qualcuno che da queste parti abbiamo già ammirato, si chiama Manolo… Peraltro, come noto, Gabbiadini e la sua compagna hanno casa a Bologna e il loro bambino è nato qua, quindi sarebbe ben felice di tornare. L’ho incontrato diverse volte e mi è sempre parso possibilista, però non dipende solo da lui».

A quasi quattro anni dal tuo ingresso ufficiale come socio proprietario, qual è la prima cosa che ti viene in mente pensando a ZO? «L’immagine di una grande famiglia che raccoglie utenti da tutte le parti d’Italia e del mondo, è su questa solida base di affetto e fiducia che abbiamo potuto costruire il progetto di una testata giornalistica. Conservo sempre uno splendido ricordo del mio ingresso nella community di Zerocinquantuno, un periodo indimenticabile della mia vita nel quale ho incontrato un gruppo molto forte e unito attorno ai colori rossoblù, lo stesso attaccamento che vedo nelle persone che lavorano al sito».

Quanto è importante per te questa testata giornalistica e quali sono gli obiettivi per il prossimo futuro? «ZO fa parte di me, è qualcosa di bello e di positivo a cui mi sento profondamente legata. Riguardo ai progetti, un mio pallino fisso è sempre stato quello di allargare il nostro raggio d’azione anche alla cronaca, cercando di raccontare Bologna in modo non tradizionale, di far conoscere alle persone ciò che avviene in città con un occhio un po’ particolare. Speriamo un giorno di riuscirci».

Per concludere, un saluto da parte di ‘nel cielo’ agli utenti di ZO. «Un abbraccio fortissimo e carico d’affetto a tutti quanti, con tanti auguri rossoblù per un sereno Natale. E una notizia in anteprima: sto scrivendo un libro sul mio grande amore, il Bologna, si intitolerà ‘Dalla curva al cielo’ e sarà edito da Zerocinquantuno. Si tratta di una storia divisa in tre parti, dalla mia infanzia fino all’età adulta, inutile dire che sono molto curiosa di vedere come andrà questa nuova avventura».

«Nella vita ci sono cose che succedono e meritano di essere raccontate. Come i grandi amori, quelli che ti scavano un posto nel cuore, ci si infilano e non si muovono più. Come il mio amore per il Bologna FC».

[Giorgia Mattioli – Dalla curva al cielo]

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